I figli degli uomini

Un futuro così sembra a noi più vicino di quanto si possa credere: le esagerazioni sembrano piuttosto provenire dalla tecnologia, i cartelloni pubblicitari per esempio, ma tutto si salva perché non c’è un gadget tecnologico d’avanguardia, come di solito ci si aspetta da un film ambientato di qui a vent’anni. Il trattamento che hanno gli immigrati può essere realistico (non ho capito però perché li trattano così), ma l’azzeramento della fertilità va contro natura, la quale troverebbe senz’altro un nuovo modo per far concepire all’umanità i nuovi nati.

Tutto il film è ripreso a mano, con certe scene girate benissimo, che ti fanno sorprendere a volte. Penso alla scena della macchina, in cui muore un personaggio che sembrava principale: dove diavolo mettono la cinepresa, ti domandi…La fotografia è molto sporca, anche qui sfrutta la luce naturale.

Clive Owen mi pare abituato a questi ruoli di eroe perdente. Durante la visione mi domandavo da dove saltava fuori l’attore inglese, a quali altri film ha partecipato…ora do un’occhiata su Filmtv…Prima di The Bourne identity era in Gosford park, ma sembra essere sbucato dal nulla. E doveva fare 007…

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