La voglia matta

E io che immaginavo un film con Tognazzi che domina…A due terzi della durata mi sono fermato, ma potevo farlo anche prima. Ho continuato solamente per vedere com’erano i giovani di una volta: non c’è tanta differenza rispetto ad oggi, ma proprio qui sta il meglio, a ben vedere; gli scherzi fatti all’ingegnere ne fanno qualcosa di superiore, anche a certi film innocenti di oggi. Poi c’è Catherine Spaak, quella che fino ad oggi odiavo, qui una ninfetta che fa attirare le attenzioni del protagonista, e non credevo fosse stata anche lei giovane.

Manca il finale, ma posso farne a meno…

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