Uno su dieci (5)

Settimana intensamente cinematografica questa, praticamente sono impegnato davanti alla tv, e l’unica cosa che mi distrae è il Torneo dei film. Altri dieci film quindi…

Gosford park: 5, per il coraggio di Altman di inserire la solita grande quantità di personaggi.

Dogville: vedersi gli attori che fanno finta di aprire una porta è stato veramente troppo. 4.

Il segreto di Vera Drake: 6, perché la protagonista ha una faccia tutta sua quando la incolpano, bravissima l’attrice.

Terra e libertà: 7, perché finalmente ho visto qualcosa sul tema guerra civile in Spagna, argomento forse non troppo sfruttato. Ed è di Ken Loach.

Lennon naked – Essere John Lennon: quello di Imagine, tanto per precisare inutilmente, aveva alcuni problemi secondo questo film. Io invece cerco di immaginarmelo migliore. 5

The killing of John Lennon: fa il paio con il precedente, perché l’odio non sa che parte prendere. Impressionante, ma disillude ancora di più. 5

Rasputin (1954): Wikipedia mi avvisa di non prendere troppo sul serio i film sul personaggio. Forse il documentario di Atlantide è più veritiero? 6

Charlot: per capire il personaggio, la battuta di Billy Crystal, ma anche il cinema. Il film da salvare, per intenderci meglio.

Tu chiamami Peter: perché Peter Sellers non faceva solo ridere. 6 1/2.

Il diamante bianco: immaginarsi la trama incentrata sui diamanti di sangue, poi, non si sa come mai, immaginarselo sul lattice (lattice!!?!?!?), girato molto tempo fa, ed infine scoprirlo sul volo, sui documentaristi, su una cascata tre volte alta quella del Niagara. Dire che ero spiazzato è dir poco. 6+

4 pensieri su “Uno su dieci (5)

  1. Dogville: vedersi gli attori che fanno finta di aprire una porta è stato veramente troppo. 4.

    No… no… no… E’ vero quello che dici… è strano… ma la fusione tra letteratura, cinema e teatro è meravigliosa. von Trier è pesante… ma a volte regala esempio di arte difficile ma entusiasmante.

    • Ok, grazie per il tentativo di salvarlo, ma io sono quasi per un cinema classico, e l’ultima cosa buona del regista è stata The kingdom, ma erano altri tempi.

  2. dogville è “troppo” … ce l’ho lì da tanto tempo e mai riavuto il coraggio di guardarlo fino alla fine.

    io comunque avrei salvato Gosford park per la vita sociale su cui altman spara a zero

    • Da un parte un cinema diverso, sperimentale quanto vuoi, mainstream pure, ma sono per scenografie normali. Dall’altra la solita apoteosi di Altman per i personaggi. Ho visto America oggi, e mi è piaciuto, ma mai, dico mai, guarderei due film del regista uno dopo l’altro.

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