Uno su dieci – Speciale film recenti (2)

Il bambino col pigiama a righe: l’Olocausto con gli occhi di un bimbo, figlio del nazista che comanda il campo, e che subirà il contrappasso. Ma non è solo il finale a sorprendere, c’è anche l’introduzione lenta del tema, quasi a non voler rivelare una parte della Storia che ormai dovrebbe essere assodata. 6

John Rambo: il politically correct colpisce il personaggio, più disilluso che mai comunque, ma che smembra, taglia, insomma ci fa vedere più sangue di qualsiasi film horror, con una scelta registica piuttosto audace e insolita. Ma non ha trovato nient’altro degli evangelisti come vittime collaterali della guerra civile? 5

Nemico pubblico: questo dovevo rivederlo, come capita per tutte le cose migliori uscite al cinema. Rileggendone in giro mi sono accorto che non era solo la scena del bosco ad esser stata girata in digitale, ma tutto il film, e si vede. Dante Spinotti, grande vecchio della fotografia, ammirevolmente si aggiorna. Ci sono pure scene e personaggi piuttosto cult, come la scena del finale e J. E. Hoover, aspettando Eastwood. 6 1/2

Cosmonauta: perché registrare certi film, me lo sto chiedendo tuttora. Saltati tutti i consigli sui dvd da noleggiare negli anni scorsi, dimenticate tutte le recensioni, le liste di Gegio 1.0, continuo a registrare praticamente a caso i film, e capitano sorprese negative e positive. Ora, una bambina di dieci anni che scappa a casa dalla prima comunione e alla madre arrabbiata dice di essere comunista è già un bel vedere. Poi la cosa si dipana tra russi nello spazio, sezioni del partito, amori, anni ’60 piuttosto anticipati, ma resta un film piuttosto curioso. 6

La prima cosa bella: la versione popolare del come eravamo, non un C’eravamo tanto amati, neanche un film con la Loren e De Sica, ma un bel vedere. Non parlo della Ramazzotti, abbagliante peraltro, ma del resto: una Sandrelli che può dare ancora qualcosa al cinema italiano, un Mastrandrea che avevo perso di vista, e me ne devo pentire, ambientazione e colonna sonora ottime. E mi chiedo se devo rivalutare il cinema italiano pre-nuova commedia all’italiana. 7

L’uomo che verrà. Questo è un’altro esempio di sottovalutazione dei nostri autori. Anni fa, neanche tanto tempo fa, un film in dialetto neanche l’avrei considerato. Ma qui c’è una pagina della nostra storia da considerare, a memoria di tutti, e sarà anche romanzato, sarà ben recitato, ma per i fatti veri non credo che Diritti, il regista, si sia inventato tanto. (Anche qui, come per La prima cosa bella, e il primo film del post, sono i bambini a parlare, a guardare, a cercare di capire il mondo degli adulti). 7

Nel paese delle creature selvagge. Oddio, ancora bimbi protagonisti, neanche me ne sono reso conto. Qui mi pare si prende una favola, la si affida a Spike Jonze, e la si aggiorna con i soliti effetti speciali ed un notevole lavoro sul linguaggio. Poi, che Gegio non riesca più a tornare bambino, o che non riesca a riflettersi nel protagonista, saranno futuri motivi di riflessione. 6+

Nine. Andate in cerca nel veccho blog delle parole che ho speso su questo remake, io non ne ho proprio voglia. Ah, non è un remake? E’ un musical? Io ho interrotto la visione con la Saraghina versione anni 2000. Mi pare un oltraggio verso Fellini. 4

Il quarto tipo. Uno dei film registrati quasi a caso, perché ho fame di cinema, e il mio dvd-recorder non sembra più tanto d’accordo sui timer che gli dò. Alla fine del film cercherete delle conferme sui Sumeri, se non siete avvezzi alla commistione dei generi che i più pratici troveranno, una delle più sorprendenti. Peccato per il finale che sembra farci tornare sul pianeta Terra. 5

Fortapasc. Giancarlo Siani è uno di quei giornalisti che molti anni fa citavano su diverse riviste di contro-informazione. Uno semplice mi pare, uno che ha fatto appena appena qualcosa in più del suo dovere.  Una storia semplice mi pare, che solo noi rendiamo eccezionale, soprattutto nei frangenti attuali. La regia sceglie anche di darci momenti molto ben girati e montati, tanto per farmi smentire i difetti del nostro cinema. 6/7

E il film da salvare è La prima cosa bella.

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