Il funerale è servito – Funeral party

Un remake americano per un film inglese. Il primo è quasi all black star,  con alcune eccezioni (e partecipazioni straordinarie), il secondo supera il solito humour britannico. Il primo supera in certe parti il secondo, anche perché non è un prodotto solo per la popolazione afroamericana, anche se alcune concessioni se le prende. Uno dei protagonisti è in entrambi i film, ed è un caso veramente eccezionale: stesso attore, stessa parte; verrebbe da rivederselo solo per carpire il lavoro del regista, che naturalmente cambia nella versione americana. A volte il remake prende parola per parola dialoghi e battute, ma anche scene e montaggio dell’originale, e se non fosse per il dvd-recorder, il Myskyhd, il Medley, tutte cose che permettono di non dimenticare, di farsi un palinsesto personale, non avrei MAI notato queste cose.

Un funerale, due coppiette di fidanzati, gli amici, i parenti, un vecchietto rompipalle, un nano, un uomo nudo sul tetto, perdipiù allucinato dall’acido (godetevelo nel film inglese)….due fratelli che non riescono a mettersi d’accordo sulle spese, un’altro personaggio con una strana macchia sul braccio (e qualcosa di peggio dopo un incidente spiacevole), uno spasimante da allontanare…Un pò Notte da leoni, se volete. Cosa c’è che non va in questo film??? Non fatelo vedere a nessuno, non è assolutamente la celebrazione della nostra cerimonia funebre, non è un ricordo del dipartito e basta: là, in Inghilterra e in America, ci sono altre tradizioni, altra religione se volete, e si fa festa anche in quei casi.

Non so se sia il caso di farne una commedia cult (l’originale intendo), non so se avrei il coraggio di recuperarlo appena mi capita qualcosa del genere. Ho però il fascino del funerale anglosassone, un pò come ne L’ultimo bicchiere.

 

 

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