I love you Phillip Morris

Non parlo degli altri titoli del film, altrimenti Jim Carrey stesso si incaxxerebbe. L’attore come al solito è impagabile, fin dall’inizio di ogni film, anche se questa volta, se non se ne è letto assolutamente nulla, tutto è troppo perfetto per essere vero. Sembra una commediola come tante, invece dopo un pò arriva il botto: Jim Carrey interpreta un gay. Gli mancava solo questo ruolo, eppure riesce lo stesso a dare il massimo, complici gli sceneggiatori e i registi, anche se deve aver lavorato con loro, altrimenti neanche lo riconoscerei. La prima parte, in carcere, è strepitosa, ma anche dopo aver conosciuto il Phillip Morris del titolo, un biondino con gli occhi azzurri interpretato da Ewan McGregor, non si smentisce, anzi osa arrivare in territori che solo Il vizietto si è permesso di esplorare.

La seconda parte del film, preceduta da un processo come non l’avete mai visto, è quella sui soldi per coltivare la gaytudine, come dice il protagonista, e i mezzi giustificano il fine fino all’eccesso, con truffe che se prima erano abbozzate ora osano arrivare ai più alti livelli. E la presa in giro finale del sistema carcerario americano è da antologia, ricorda un pò quella di Le ali della libertà. Solo che finisce male, anzi peggio. E pure questo film è tratto da una biografia, quindi vita reale romanzata, non uno scritto di Stephen King.

Uscito il 2/4/10.

Visto anche da CinemaLeo e CinemaScope.

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