La prima linea

Filmtv.it gli da la sufficienza. E’ forse colpa di Scamarcio, che sembra sempre immobile con la faccia? Non penso sia colpa della trama, abbastanza coraggiosa nel ritrarre alcuni dei terroristi che hanno frequentato questi suoli trent’anni fa. Lo fa senza i proclami ideologici di La banda Baader-Meinhof, lo fa con il solito, imperante montaggio di quest’epoca: le vicende presentate cronologicamente, ma anche un flashforward dell’ultima cavolata che ha fatto Prima linea, quella di liberare una di loro da un carcere, con autobomba, fucili, mitragliatori e vittime collaterali. Da quanto hanno descritto nel film ce ne sono state altre, come il giudice e il loro compagno. Hanno toccato il fondo, lo ammette il personaggio di Scamarcio, che parla alla cinepresa per la parte successiva all’arresto. Ma chi gli ha detto di non avere emozioni, di non esprimerle, di ritrarre così Sergio? Ok, non è Il grande sogno, non è Romanzo criminale, ma, un pò di partecipazione, qualsiasi personaggio del genere l’avrebbe avuta e dimostrata!!! No, impassibile, anche se la “base” si è allontanata. E’ un convitato di pietra Sergio, oppure è stato il regista ad imprimere un ruolo così a Scamarcio? Me lo domanderò finché non dimenticherò del tutto quella parte rovinosa della nostra Storia.

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