Mine vaganti

Fremevo nell’iniziare a vederlo: non sapevo a quale minuto sarei arrivato, se l’avessi cancellato durante la visione, e quando arrivava il primo ballo, il primo pasto, il primo bacio. Ozpetek però è riuscito a sorprendermi. L’ultima volta è stato per La finestra di fronte, poi ho provato con Saturno contro, quindi registrarlo è stato un azzardo molto più che rischioso. Ma chi c’era a scriverlo? Chi mi fa ricredere su Tutti pazzi per amore, la stessa persona che ha scritto La prima linea e Io sono l’amore, quindi Ivan Cotroneo, quello di La kriptonite nella borsa…un attimo… ma non c’era pure uno scrittore con lo stesso cognome? Ah, ecco. Avrei gridato al miracolo se ROBERTO COTRONEO avesse fatto una giravolta a 180 gradi e si fosse dato a cose del genere. Stiamo quindi parlando di due persone diverse!!!!

Vorrei quindi smentire tutte le mie parole su quel Cotroneo…se ne avessi scritte però, perché a parte per Io sono l’amore non l’ho mai citato, a quanto pare, nei miei altri post…(già, e i commenti che ho lasciato in giro???)

Chi l’ha diretto quindi era Ozpetek, a scriverlo tra gli altri c’era IVAN Cotroneo, e a interpretarlo c’era Riccardo Scamarcio. Con una faccia così, se gli dicono di esprimersi, ricorda veramente attoroni del passato. Non faccio nomi, ma qualcuno di stimato. Poi c’è Alessandro Preziosi, ma con quella faccia lì non poteva che fare il guascone. E Lunetta Savino: la questione non è SE mi innamorassi di lei, ma a quale livello…

La trama mescola i temi e le situazioni care al regista al registro che ci fa rimpiangere la commedia all’italiana: una famiglia tradizionalista, che vive ancora tutta insieme nella stessa casa, con una fabbrica e una prole che si rivela più pericolosa di quanto immaginassero. Basta dire che il personaggio di Scamarcio viene bruciato nei tempi dal fratello, Preziosi, nel dichiararsi gay alla famiglia. Scena incredibile!!!! Roba che fa rieccheggiare certo cinema del passato!!! Ma non finisce qui, perché il figlio che non si è esposto vede il padre andare all’ospedale per un infarto, e si vede accollare tutte le responsabilità della famiglia. Cosa inventarsi? Come comportarsi? Intanto il personaggio della Savino lo tenta, dolcemente, tenacemente, abitudinaria e pazza. Lui ha qualche tentennamento, ma ecco arrivare i suoi amici, omosessuali anche loro, che fanno del film qualcosa di grandioso, con tutti i crismi, i luoghi comuni, i pregiudizi che si rivoltano contro lo spettatore che entrava in sala per caso. Dolcemente la ragazza lascia andare il personaggio principale, e dolcemente una delle figure più belle del film, la nonna, se ne và. Non voglio rivelarvi il finale, ma è scritto benissimo.

Quindi quando la commedia non è nuova, non è tipicamente all’italiana, quando i temi sono poco sfruttati, quando c’è un buon scrittore, anche Ozpetek entra nei miei favori.

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