Basilicata coast to coast

Un piccolo cult per tanti, cresciuto nella mia considerazione per i post di Sailor Fede, ma anche di altri blogger. Dovevo vederlo, anche perché un cast del genere non si raccoglie per strada: Rocco Papaleo, Alessandro Gassman, Vittoria Mezzogiorno, Paolo Briguglia e infine Max Gazzè. Ma che c’entrano tutti insieme? Diciamo che da qui in poi i sei gradi di separazione tra un attore e l’altro saranno più semplici. Poi il viaggio, da costa a costa della Basilicata, che neanche sapevo si affacciasse su due mari, tanto sono bravo in geografia: è che ci si dimentica del sud, in quella regione non c’è la mafia…non fa notizia, se non nella memoria dei letterati per Cristo si è fermato a Eboli. Ci voleva questo mega spottone giustificatissimo di Rocco Papaleo per farcela scoprire. Ma come gli è venuta quest’idea?!?!!?!? Non so se sia migliore quella di fare un film del genere o quella del viaggio del suo gruppo musicale di teatro canzone. Dimenticatevi Gaber, e dimenticatevi i soliti festival paesani o poco superiori, qui le canzoni, o le cose simili a musica e testo abbinati, sono molto originali, fanno un pò di fatica ad entrarti in testa, ma se facessero un disco un minimo di curiosità ce la metterei.

E’ il solito on the road? Non direi, anche perché il percorso tra partenza e meta in macchina lo si fa in un’ora e mezza, e alcuni personaggi si muovono direttamente in macchina. Diciamo che è un tour per poveri. C’è l’analisi dei personaggi, le loro situazioni, la loro identità prima e dopo sono oggetto della sceneggiatura? Naturalmente: uno vuole riprendere l’università, dopo un esaurimento, un’altro rivela che non ha lavoro, pur essendo inserito, avendo contatti e girando nel mondo dei vip; un’altro, il più convinto, anche della Basilicata, finalmente finisce qualcosa (qui però ci voleva qualcosa che ce lo ricordasse, non solo la moglie); un’altro ancora ricomincia a parlare, dopo che per amore si era zittito, ma era meglio se continuava a non farlo; un’altra forse trova qualche passione e l’amore.

C’è la precarietà del viaggio? Si. Un cavallo, delle tende, delle docce artigianali, dei mezzi e dei rifugi di fortuna. Peccato per i pannelli fotovoltaici. E gli incontri del caso? Si, ci sono, con promesse spose, fratelli briganti, persone in fin di vita, madonne, benzinai e tutto ciò che la Basilicata si può permettere.

Un film così si può fare in Italia? Può darsi, ma ci vogliono idee, che superano la promozione turistica, personaggi ben scritti (avrei approfondito il personaggio della Mezzogiorno) e un percorso che non si fermi a qualche decina di chilometri. Senza contare l’improvvisazione, il surplus del film.

Basilicata coast to coast sembra una meteora, improvvisa e purtroppo cadente, della commedia all’italiana che rinasce. Poco prima che si ricominciasse a parlarne c’era questo film, non dimentichiamolo, perché siamo capaci anche di questo. Grazie a Rocco Papaleo.

2 pensieri su “Basilicata coast to coast

    • Ma si. Potevo ridurre tutto al “delizioso”, ma qui si va molto oltre, con un’originalità che non sembra neanche italiana. E gli attori sembrano lì apposta per divertirci.

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