Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia

E pure “Fermate i soliti sospetti”, o “Avremo sempre Parigi”, o “Baciami, baciami come se fosse l’ultima volta!”…oddio sto divagando, anche se con la seconda frase sono ancora in argomento. E’ Renault che la dice, quello della gendarmeria francese, il primo Claude Rains che ho conosciuto. Arma e nome coincidono quindi, e l’attore poteva essere un resistente al nazismo, un espatriato in America..quanti sogni…Ha il nome francese, certo, e il cognome si può leggere con la stessa lingua, ma NON è di quelle parti, proveniva dall’altra parte della Manica (Wikipedia). Un semplice inglese che ha studiato e recitato come tanti, con dei problemi, tra l’altro, di dizione, e la guerra che l’ha reso mezzo cieco. Lui, ad un certo punto, voleva fare il contadino in America, che l’aveva accolto come cittadino.

E invece…

Ben 4 film con lui, strana fortuna per un attore nato due secoli fa, per la teoria che questi più invecchiano meno li mandano in tv:

  • L’uomo lupo
  • La signora Skeffington
  • Il pianeta degli uomini spenti
  • Mr. Smith va a Washington

Nel primo film, del ’41, per il già visto remake, speravo in ogni momento che si trasformasse pure lui, ma era troppo impettito nel ruolo del padre del licantropo, che gli dava consigli con tutto il buonsenso possibile, ma non sapeva della maledizione. Poi i consigli di psicanalisi, che ora definiremmo spiccioli, rovinano un bel pò di cose, anche se rimane il fascino delle origini dell’horror. E il nostro aveva pure rifiutato di fare altri film del genere!

Il secondo è in mano a Bette Davis, e lui fa il marito che restituisce i cappelli ai pretendenti, anche se aveva già sposato la protagonista. Ma non era un amore che lo faceva sorridere, lui che si era arricchito con ragionevolezza, e la separazione non si sa se è causata dal dipinto che rimanda a Dorian Gray o dai sentimenti spenti. Si separano quindi, fino al finale poco consolatorio, dopo che (è il ’44), le origini del signore sono causa di internamento nel lager (non capisco l’ingenuità della trama secondaria, quel stabilirsi a Berlino).

Il pianeta degli uomini spenti è il più debole della quaterna (già, ho scritto proprio quaterna). Non so se è colpa mia, della neve o di RaiMovie, ma l’audio stanotte non era proprio sincronizzato, ed è un film che Mereghetti ha collegato a 2001: Odissea nello spazio! Siamo al ’61, e se non ti danno un ruolo di prestigio non sei un grande attore. Una parte quindi da gigione (chissà se si può collegare alla qualità dimostrata negli anni), uno scienziato alla Einstein che scopre prima il possibile schianto di un pianeta con la Terra, poi, per l’ambizione di conoscenza, si fa esplodere con esso, vista la pericolosità degli alieni. Non è esattamente una pietra miliare della fantascienza, gli effetti speciali sono appena abbozzati (ma quante analogie con Guerre stellari e Battlestar Galactica!), ma c’è un bel pò di coraggio per il ’61, anno di uscita.

Mr. Washington copre la lacuna di qualche giorno fa per Jean Arthur, ed apre la lunga maratona con James Stewart. Vi dico la verità: se non fossi andato su Wikipedia non avrei saputo quale ruolo interpretava! Fino all’ultimo, comunque, ho cercato Claude nei capelli bianchi, un cenno, un tic che lo facesse riconoscere. Questo film è del ’39, quindi precedente a tutti gli altri, ma vedermelo già vecchietto è stato un trauma. Il film ha molto di storico, o almeno di civile, perché Jimmy ha un ruolo che, se venisse inserito adesso nel cinema, verrebbe mangiato da uno qualsiasi. Ma è un film di Frank Capra, e l’unico che ne fa le spese, con le parole finali, dopo l’estremo esempio di arte oratoria di Smith, è il Senatore Paine. Speravo che nello scrivere il film ci fosse più indulgenza nei suoi confronti, visti i precedenti, ma dopo una prima parte buonista, dopo un rinvangare del passato comune con il padre del protagonista, con gli ideali posti, con una lunga fase istruttiva sui lavori del Senato degli Stati Uniti (una delle poche lacune che possiedo sul loro sistema politico, visto che il giudiziario, tramite i thriller, lo conosco meglio di quello italiano), non ci fosse una tale condanna. Chissà se la nomination all’Oscar l’ha consolato.

Naturalmente è entrato nella storia del cinema per Notorius – L’amante perduta, da me già registrato.

E ora sotto con James Stewart!!!

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