Non era uno di quelli venuti dal Brasile

E io che pensavo di partire da Enrico V…Mi correggo: si, posso partire dalle immense riproduzioni del Bardo, perché Amleto, Riccardo III… A scorrere la filmografia su Wikipedia si capisce che è inglese, forse il più grande attore inglese, ma io ho sopportato altro rispetto alla mia solita fatica annuale con Shakespeare, che non ho mai capito, se non è aggiornato ai nostri tempi, ai nostri linguaggi. Aiuta in tal senso Kenneth Branagh, aiuta il Riccardo III con Ian McKellen, ma a mettere sale alla ferita ci pensa la Storia moderna: ho studiato questa materia, mi piaceva, ma tornare a Enrico V è assai faticoso. Un motivo in più per tagliare la visione di un film di Laurence Olivier.

Nella maratona però ce n’erano altri quattro.

Sono partito da Orgoglio e pregiudizio del ’40, forse neanche la prima versione, ma neanche la più cattiva. Certo, partire con i colori pastello degli abiti delle protagoniste non aiutava, ma dovere di un appassionato di cinema e di uomo è non dico capire, ma almeno tentare di vedere il film tratto dalla Austen. Ogni tanto mi perdevo nelle schermaglie amorose, ma devo dire che supera un pò la versione anni ’90, quella con Kate Winslet e …NO, SCUSATE, quello era Ragione e sentimento, non posso quindi fare paragoni. Il fatto è che gli echi delle ragazze del Cineforum per Il club di Jane Austen si sentono ancora quando si parla della scrittrice…

Con Il grande ammiraglio, o la Signora Hamilton, mi sono ancora meravigliato per la grandezza del cinema. Un film del ’41 che mi piace, una continua serie di eccezioni che non so se parte dall’attore o dalla storia di Horatio Nelson, uno che Napoleone l’ha combattuto per davvero. Della serie Capitani coraggiosi questo è quello più grande, e se fosse vera metà della sua storia dovrei svalutare Olivier. No, non posso farlo, perché superata la fase teatrale aveva ancora da dire.

Bunny Lake è scomparsa è un film stranissimo, non sapevo dove andava a parare, se la madre, la sorella, la figlia…Non voglio assolutamente parlare del film, può ancora essere una sorpresa per voi, ma l’attore ormai era già tra i grandi, e gli davano i ruoli di prestigio, o almeno questo sembrava. Qui ha il ruolo di un commissario di polizia, già attempato, ma ancora capace.

Purtroppo ieri ho visto il 5° (4°) film, l’ennesimo Dracula, nella versione del ’79, e aggiunge pochissimo al personaggio, solo nello stravolgimento della trama. Quale personaggio poteva interpretare? Naturalmente Van Helsing…

Tra i due film appena citati però si prende dei ruoli scomodi. Quello del dentista nazista ne Il maratoneta, che mi ha fatto odiare, o perlomeno aver paura della professione per anni: “è sicuro” penso siano due parole che, se pronunciate in studio, ancora mettono una certa strizza. E poi il ruolo più cazzuto della sua vecchiaia, quello di Lieberman, il cacciatore di nazisti, in I ragazzi venuti dal Brasile. Uno il contrario dell’altro, ma allora due parti così non venivano annullate una dall’altra, un attore del genere poteva permettersi questo ed altro. Sempre se non ha recitato solo per soldi…

10 nomination all’Oscar, i soliti problemi con le donne dei grandi attori, il suo presunto impiego come spia britannica negli Usa sono cose che aggiungono fascino al personaggio.

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