The 11th hour – L’undicesima ora

Quasi 5 anni fa ho visto Una scomoda verità. E’ naturale che i discorsi di Al Gore non mi fossero rimasti bene in testa, che non avesse colpito abbastanza la mia memoria. Dopo poco tempo però un divo di Hollywood, un attore giovane e promettente (non vi svelo chi, casomai vogliate guardare il documentario), famoso da tanti anni, ha messo la faccia e tanto altro nel tentativo di renderci consapevoli di quanto fossimo sull’orlo di un precipizio, o perlomeno tentava di renderci consapevoli su un solo problema, nato dal nostro rapporto con la Natura. Ho fatto due più due, e sono venute fuori alcune considerazioni ed un paio di idee, una più pratica, una più promettente e socialmente utile. Vivo in una ridente località turistica, e vedo che il mare si pappa ogni anno diversi metri di spiaggia: cosa c’entra con il riscaldamento globale? Le condizioni meteo poi si sono modificate notevolmente, dato che i più gentili dicono che l’anticiclone delle Azzorre non ci viene più a trovare, e via ai fenomeni estremi, dal caldo alle grandinate fino alle trombe d’aria. E’ una tendenza che una mente fervida come la mia non può non collegare a ciò che stiamo combinando nella Terra. Siamo una pazzia, siamo cresciuti di numero come un’infezione, usiamo ciò che impropriamente chiamiamo risorse come fossero inesauribili. E la rendo semplice, perché il film è molto più catastrofico ed interessante. Le idee che ho avuto sono legate al consumo di elettricità, quindi di combustibili; se nel post di cinque anni fa suggerivo di spegnere i led del Caps e del NumLock sulla tastiera, nel tempo che è passato non ho imparato a spegnere la tv nei piccoli break che mi prendevo e, nei giorni di tariffa ridotta dell’Enel, aumentavo i consumi con il pc e la tv accesa. Tagliamo, che la bolletta non importa, conta di più l’uso parco dell’elettricità, quindi di tutte le specie di materiali che immettiamo nelle centrali elettriche. Se avessi più soldi vorrei farmi i pannelli solari, ma ho un’altra idea, ancora più utile: un social network di car-sharing. Sono lontano pure dalla vita di provincia, per esempio a 50 km dal primo multisala, quindi perché non organizzarsi per usare una sola macchina e andare a vedere un bel film, magari tra conoscenti, o amici di amici…Le applicazioni di questa idea si legano anche alla spesa quotidiana, ma può darsi che possa funzionare anche per il lavoro. Meno auto in giro, magari si viaggia con quella meno inquinante e che consuma meno, CO2 in circolazione ridotto e meno benzina…

Domani dove vai? Ah, posso venire con te?

C’è un mio amico che deve andare da quelle parti, ti mando il link del suo percorso.

Notifica 1: Su quel percorso c’è Pinco Pallino che ti può dare un passaggio.

Notifica 2: La tua auto consuma meno di quella di Tizio Caio.

 

 

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