La ragazza del lago

Un giallo italiano, per giunta ambientato dalle mie parti. Il finale non è proprio fiacchissimo, ci stava quel piccolo brivido per il movente, ma tutto coincideva, e “il matto”, “il moroso”, “il paralitico” e tutti gli altri vengono coinvolti ma…Che dirvi, spoilero o no? E’ difficile non farlo, ma posso scrivere d’altro. La fotografia è buona, ti fa quasi sognare il Friuli, cosa insolita da parte mia. Quel lago poi, mai sentito nominare, mi fa venir voglia di un’uscita domenicale. Devo aspettare mesi…Se fai un giallo con quell’ambientazione, devi chiamare pure degli esterni, ed ecco un insolito Toni Servillo al Nord, un commissario in trasferta, per via della moglie malata di Alzheimer…oh, che originalità…pare la malattia del periodo, o quella che almeno affascina di più, con quelle insolite vie che può prendere una sceneggiatura. Qui l’hanno infilata quasi a forza, ma c’è anche l’autismo del bambino, che non smette mai di piangere. Entrambe hanno conseguenze drammatiche, per chi sta loro vicino, ma nell’ultimo decennio penso di aver visto almeno una decina di film con tali caratteristiche dei personaggi, senza parlare della Asperger. Penso che prima o poi un film inglese si prenda la briga di farci ridere sull’Alzheimer, questione di pochi anni, ma stiamo parlando di un giallo!!!

Una come la Golino non la chiamano a caso, uno come Gifuni non se ne può stare troppo in disparte, ma quell’italianità del film è confermata dalla quasi totale assenza della lingua friulana. Un caso?

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