Carnage

Aspettavo questo momento da mesi, perché è stato uno dei film della stagione scorsa, con quel cast non poteva che attirare le mie attenzioni. John C. Reilly fa il piacione e pacioso (esiste come aggettivo?) per quasi tutta la durata del film, poi diventa John Wayne ed inizia a fornire alcool alla compagnia. Uccide pure i criceti, e Kate Winslet (conservo il film per lei) inizia ad esprimere col viso una serie di emozioni che distraggono da tutto il resto, almeno fino a quando non vomita sui libri d’arte più rari. Fosse solo questo, perché è la più brava dei quattro, quella che mantiene una certa apprensione, una tensione emotiva superata solo da quella di Jodie Foster nel prefinale, quando sbotta come non mai, e non la credevo affatto capace. Se la prende con tutti, anche col marito, Reilly, ma soprattutto con Christoph Waltz, che mi fa morire dall’inizio alla fine, da quando inizia a rispondere al telefono a quando lo vede rivivere. I dialoghi meriterebbero molta più attenzione, anche se gli accenni buonisti (alla sinistra si accenna solo una volta, per il modo di vestire di Reilly) sono solo un diversivo, visto che si parte dai figli, uno vittima dell’altro e si arriva ai “cittadini del mondo” e ai bambini africani di 9 anni armati, con una digressione sulle loro armi. Ce n’è per tutti, di merda, si tenta di salvare una delle coppie, di farla uscire di scena, ma la sceneggiatura è di ferro, non ammette proprio scappatoie. Polanski si dev’essere proprio divertito, anche se la vita non gira bene per lui.

 

4 pensieri su “Carnage

  1. Commedia piacevolissima, non solo Polanski si è divertito ma anch'io perché le situazioni e i rapporti tra i personaggi sono talmente verosimili che potrebbe essere un evento realmente accaduto. E il finale poi? Risate assicurate (per la serie "tanto casino per nulla", ma non voglio spoilerare niente).

  2. Piaciuto molto anche a me, per la sceneggiatura, la regia, e il cast. Ma la cosa che mi ha colpito di più è come Polanski sia capace di ridere della sua impossibilità di tornare a camminare per New York.

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