10 x 1 (+1) – Speciale commedie

Devo avere una specie di pregiudizio, ma del resto è agosto, non posso pretendere di avere la testa di mesi fa, di potermi concentrare, di dover tirare fuori paroloni per i seguenti film, non dico i peggiori, ma neanche da osannare.

Abbasso la miseria! Perché non è oggetto di un remake? Perché le caratterizzazioni sono così attuali? La miseria, pur nell’immediato Dopoguerra, è salvata solo dall’allegria.

Un giorno in pretura. Un classico di Rai3. Chissà se l’hanno mandato anche quest’estate. Anche qui realistico e non lontano dai nostri tempi. Una commedia che dovevo vedere.

(Il più 1 del post: ero distratto, non l’ho inserito nella giornata dedicata al napoletano) Risate di gioia. Totò e Anna Magnani in un Capodanno favoloso, che non ricordo così nel cinema italiano. Il primo pare limitato, quasi troppo serio, mentre la seconda è solamente bella.

Il giovedì. Primo film visto di Risi, e mi viene un’enorme nostalgia per Walter Chiari. Siamo dalle parti de Il sorpasso, mediato solo da un bambino.

Operazione San Gennaro. E due di Risi…Un heist movie a Napoli con Totò e Manfredi e quel santo come può risolversi?

Il medico della mutua. Ovvero Tersilli nel prequel, quando faceva ancora il medico di base. Quei traffici andrebbero aggiornati? Chissà. A volte pare anche a me di far parte di quei 2300 mutuati, nel doppio ambulatorio.

Vedo nudo (e tre). L’ho evidentemente confuso con quello dove la Antonelli e Giannini. Mi sono divertito parecchio, come per l’episodio della gallina e quello sketch dello specchio. Inizio ad amare Manfredi.

La moglie del prete (e quattro!). Mastroianni e Loren, lui prete, lei aspirante suicida e bella, ambientato vicino casa mia. La fine è comprensibile, ma quanta fatica.

Venga a prendere il caffè da noi. Gassman immezzo a tre racchie, come può non giganteggiare? E credevo, dalla colonna sonora iniziale, che fosse un film drammatico.

Signore e signori, buonanotte. Problematico? Iniziare con Agnelli rapito che chiede di pagare il riscatto agli operai non può che essere un incipit devastante per l’attualità del periodo. Più che graffiante.

Brutti, sporchi e cattivi. Neorealista? Cattiva commedia? Scola è uno che vorrei approfondire. Tutti quei dettagli sulla povertà, che capitano all’improvviso, non ti fanno andare d’accordo con Mereghetti, che gli dà solo un 2.

Quale salvare? Nessuno, per ora.

 

 

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