Il mio migliore amico

Tocca pensare al migliore amico che hai, o alle amicizie che vanti o meno, o al modo con cui ti proponi alla gente. Daniel Auteuil e Dany Boon si dividono su un vaso, ed una scena imbarazzante non solo per i personaggi, ma che fa ridere a denti strettissimi, quasi da inficiare il lavoro del dentista. Il film si ricorda per quello, ma in realtà è una serie di esagerazioni da commedia sfrontata, quasi che solo i francesi ne abbiano il monopolio: penso alla Cena dei cretini, ma anche ai blockbuster esportati  in Italia. Lui riesce a far fare una figura migliore al personaggio, un sapientone che vorrebbe parlare più di quanto ammette, con la partecipazione a Chi vuol essere milionario?, ma è l’altro a farci scappare dalla sala per una serie di brutte figure, non citabili nemmeno nel Manuale del misantropo. Un mercante, uno che neanche il compagno di classe riesce a sopportare, uno che non vede la socia come amica, ma che compra un antico vaso greco dove versare le lacrime per la morte di un amico…chissà perché l’ha comprato…

Tocca segnarmi Patrice Laconte…

 

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