La ricerca della felicità

Toccava rivedere questo must delle nuove generazioni, toccava sorbirmi uno che nei favolosi anni ’80 di Reagan pensa di fare il broker, con un rapporto col figlio che te lo raccomando…toccava capire perché ha avuto tanto successo: è colpa di Muccino. Non sono state due ore buttate al vento, perché La ricerca della felicità è l’attuazione consapevole e abbastanza realistica del motto “se hai culo, la sfiga è lì che te lo guarda”. Almeno si fosse laureato, come pensavo di ricordare dalla prima visione…

3 pensieri su “La ricerca della felicità

  1. Hai ragione, non sono due ore buttate al vento, ma mi ha lasciato dentro una grande amarezza. Vedere fare l'equazione felicità = ricchezza da un ragazzotto (Will Smith), che per questa felicità rovina la vita alla moglie, costretta a fare doppi turni per tirare avanti, al figlio, a cui viene rovinata l'infanzia e, a ben vedere anche al protagonista stesso, che si riduce a diventare una macchina per far soldi, non è che sia poi un gran divertimento.

  2. nel "modello culturale" americano (a cui stiamo adeguandoci ogni giorno di più) il successo economico non è la cosa più importante: E' L'UNICA COSA
    tutto il resto, compresa l'abilità nel CUBO DI RUBIK, è un mezzo per raggiungere il fine

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