Un uomo perbene

Il Bibliofilo mi ha consigliato di salvare questo film da quelli che, per ansia da prestazione, sono in procinto di cancellare. Un film italiano degli anni ’90 è sempre un’azzardo, ancora di più col cast che si ritrova Un uomo perbene: Michele Placido, Leo Gullotta, Stefano Accorsi, una giovane e come sempre nervosa Giovanna Mezzogiorno. Non c’avrei scommesso un euro, eppure il mio collega sa benissimo cosa guardare e cosa no. Ben fatto, dice lui, e sono d’accordo. I primi minuti disorientano un pò, dovete seguire le date, ma poi viaggia liscio, se si ricordano bene i nomi degli accusatori di Enzo Tortora. Sì, perché è lui il protagonista, e se non ci fosse stata quella vicenda giudiziaria, me lo sarei ricordato solo come una delle immagini migliori della mia infanzia. L’arresto è capitato durante l’adolescenza, e, si sa, sfuggono tante cose a quell’età; Portobello è ancora nei miei ricordi, ma anche quella gentilezza, quel parlare forbito, quei casi da piazza che fanno rimpiangere un bel pò la tv di adesso, tipo il programma di Rai2 a cavallo di mezzogiorno. Avevo un bel ricordo, assolutamente, ma son caduto nel vortice del processo, e son stati dolori, perché pare pure un legal-drama come non se ne vedono in Italia: che basti un pò di assurdità italiana per farne qualcosa da sceneggiare? Sono passati quasi trent’anni, e magari la giustizia è cambiata, chi lo sa, ma la tv non è più quella di una volta, è peggiorata, se Silvia Tortora si lamenta come riportato su Wikipedia.

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