L’esplosivo piano di Bazil

C’è da ragionare sul rapporto del regista con gli oggetti, ma anche perché la sua politica è “altra”…Qui se la vede con gli armaioli, quelli che vendono mine, granate e bombe, ma il personaggio principale, quello di Dany Boon, e Jeunet doveva incontrarsi con lui, per forza, si è beccato una pallottola vagante, e suo padre è morto su una mina 30 anni prima. Naturale che le cose si colleghino, ma prima Bazil si vede ricacciato dalla vita, ed incontra una banda “di recupero” che è quasi, solo quasi a mio parere, tutto un programma. E lì gli oggetti iniziano ad animarsi come mai, dico mai ho visto in tutta la filmografia del regista e sceneggiatore, a parte Alien: la clonazione. Ricordate, ad esempio, la scatoletta che trova Ameliè dietro al muro? Qui non c’è tanta nostalgia, non ci sono i sentimenti dispiegati al massimo, ma una scelta di pace che un casinista come lui riesce a svolgere come commedia che ti fa pensare poco…oppure è tutto uno sberleffo? Basterebbe l’occhio di Mussolini, o le unghie di Churchill, a farci vedere i ricchi guerrafondai come personcine.

Meriterebbe un’altra visione, perché con tutta quella roba messa in campo, ed intendo le cose, senz’altro mi sono perso qualcosa.

Uscito il 17/12/10.

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