Lo stravagante mondo di Greenberg

Perché poi stravagante? I nostri hanno voluto intitolarlo così, ma il protagonista ha solo subito una battuta d’arresto, non è diventato strano per caso: ha dei problemi coi sentimenti, col dialogo, con la sintonia cuore-mente-bocca… Ricordo che 15 anni fa, se dobbiamo andare così indietro come fa il nostro, Ben Stiller era in Tutti pazzi per Mary, ma non riesco più a giudicarlo solo per questo. E quasi un lustro fa era in Giovani, carini e disoccupati, ma il fare il manager non gli si confaceva, quindi, l’essenza dell’attore dov’è? Ha fatto un casino di commedie, anche a tratti godibili, ma anche cose che si allontanavano dal solito giro…No, sto confondendo personaggio e protagonista, quindi tornerei ai titolisti, ma mi viene il magone…Greenberg è quasi indipendente, nel senso di produzione? Forse, se non consideriamo Scott Rudin, che almeno una decina d’anni fa era dappertutto. Certe cose si avvicinano al genere, se si può parlare di genere: i ragionamenti, ad esempio, o la co-protagonista, che chissà da dove viene fuori, e quel voglio frequentare l’Actors studio che la parte è difficile. Ci sarebbe un mezzo Oscar da dare, perlomeno per la fatica di fare, dire e pensare cose diverse contemporaneamente, con quella faccia lì….Perché Stiller continua a promettere bene? Perché gli manca qualcosa tipo Greenberg.

Uscito l’8/4/2011.

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