Ridley Scott – Da I duellanti (1977) a Black hawk down (2001)

Bel saltone, di quasi trent’anni, ma il mio dvd-rec non può protestare, la programmazione tv era quella: Legend mi dev’essere sfuggito, Chi protegge il testimone non sapevo nemmeno l’avesse fatto lui, 1492 – La conquista del paradiso è qualcosa di mitico, ma tutti gli altri sì, li ho registrati in qualche annetto. Pure Il gladiatore? Eh no, perché la mia coscienza faceva rimostranze, e l’hard disk si è rifiutato di andare poco oltre la famosa battuta “Al mio segnale, scatenate l’inferno”…è destino che non mi possa riconciliare con lui. Stesso destino per Thelma e Louise, anche perché l’ho visto non tanto tempo fa.

I duellanti. Io l’avevo già messo in archivio, nel senso che l’ho registrato per conservarlo, e devo dire che rispetto a Barry Lyndon, visto di recente, è tutt’altra storia. C’è la pervicacia, c’è una ossessione moderata solo dal personaggio di Carradine, c’è una sfida che dura diversi decenni, ma io avevo in testa il film di Kubrick. Certo, nel vecchio blog posso aver proposto un abbinamento da doppio film su dvd (se la qualità del riversamento non è proprio ottima), ma volete mettere? Volete che non consideri l’eventualità di acquistare l’originale di Barry Lyndon?

Alien. Ah, anche qui…Sono cresciutello, sono consapevole della mia cinefilia, ho delle straordinarie capacità cognitive, e che ci trovo in Alien? L’imperfezione dell’essere umano, non rispetto all’alieno, ma per quegli errori che non salvano nemmeno Ash. E’ una continua caduta, è una sospensione dell’incredulità che, con la memoria, con la dozzina di volte che l’ho visto, va a cozzare un pò contro la stupidità del nostro genere: perché far salire sull’astronave il compagno con quell’incubatore? Da lì nasce una serie infinita di film, è una certezza, ma c’è pure quell’horror che pochi hanno saputo mescolare alla fantascienza. Credo, c’è qualche possibilità che la mitologia della saga sia ottimizzata in tutti i titoli, ma non andrei mai a recuperare Alien 4 (è una questione di praticità della citazione, non per l’abbassamento della qualità, e devo dedicarmi al mostro di James Cameron, quindi non scrivo sempre a casaccio), anche se penso questo sia obbligatorio, una tappa da fare per capire i generi.

Black rain – Pioggia sporca. Un poliziesco, e non vi ho detto del confronto del regista coi diversi generi (non ricordatemi a sproposito Kubrick, per favore), perché questo non me lo sarei mai aspettato: Michael Douglas che fa coppia con Andy Garcia in Giappone è quasi da esaltazione degli anni ’80, ma io volevo andare oltre le moto, le giacche, la colonna sonora, i capelli cotonati, le cazzate da duri, il nostro eroe, i fumi come scenografia…ho trovato Kate Capshaw, algida emigrata poco credibile, affascinante ed invecchiata male…Se siamo negli anni ’80 devo parlare dell’aspetto, no? E della regia? Direi qualcosa di definitivo se permettete, perché Ridley Scott ha fatto dei film unici, nel senso che ha il suo stile, magari ci mette le cose che Il castoro trova comunque, ma non sembrano mai diretti dallo stesso uomo. Mi parlate di Blade runner? Ed io vi porto Prometheus, ecco. Vado oltre la fantascienza? Il gladiatore vs. il prossimo film.

L’albatross. Oltre la tempesta. Si è messo a fare il film di formazione? Vale per gli appassionati di vela, ok, per qualche, anzi troppe digressioni fisiche, ma oltre alla tempesta? E’ un lodevole tentativo di spiegare la condizione meteo, con effetti speciali sufficienti, ma c’è una storia vera dietro, quindi si rende drammatico. Scott non ha avuto mano, e ti credo che sia caduto nel dimenticatoio, anche per una trama che a volte esalta un pò, altre volte ti chiedi perché rifare L’attimo fuggente, quasi con lo stesso finale.

Soldato Jane. A me Demi Moore è piaciuta, un pò sopra le righe, un pò strattonata dalla trama e dal regista, pure quando si rifà gli addominali. Tutto pare l’esaltazione dei Navy Seals, con delle bontà anche nell’addestramento, e dell’improbabile volontà di farlo della protagonista, quasi fosse una vera conquista delle donne. Non è questo ad emanciparle, e anche in politica, attualmente, ci sarebbero molte più cose da ribadire e da discutere. E’ un caso estremo, cosa alla quale Ridley Scott pare abbonato.

Hannibal. Ecco, le vitamine hanno fatto effetto anche qui. Qualche buco della sceneggiatura, rammendato alla buona, con trovate più o meno discutibili, ma certe cadute non si dimenticano, tutto ad esaltare il serial killer, un imprendibile, immorale ed immortale, odioso e non più affascinante Hannibal che si mangia pure le cervella di una persona inetta. Mah, siamo alla pornografia dell’orrore, ma c’è materiale per una serie, come effettivamente succede. Tanta roba, direbbero i giovani, ma proprio tanta.

Black hawk down. Anche qui, penso che ci voglia un’intera vita per godersi il cinema, partire da Cenerentola, Bambi, Dumbo ed arrivare a godersi i propri preferiti più volte nella vita. No, non preoccupatevi, non penso riesca ad entrare nella Top 200, ma ogni tanto, se non si lavora, se non si sta davanti al computer, dovremmo tutti dare un’occhiata ai film che vengono liquidati con facilità. La storia me la ricordavo diversa, con un assedio nell’elicottero, ma il montaggio è veramente da Oscar, un pò veloce, confonde le divise e i ruoli, ma tutto quel girato, quando è arrivato in sala montaggio, deve aver spaventato molte persone.

  • I duellanti: 1740° in Top 2500
  • Alien: 451°
  • Thelma e Louise: 516°

 

4 pensieri su “Ridley Scott – Da I duellanti (1977) a Black hawk down (2001)

  1. ALIEN rappresenta un vertice assoluto, sia per il genere HORROR sia per la Fantascienza. Diffidate da chi sostiene di non essersi spaventato.

    • @ Marco1946: io ad esempio? La prima volta se non sbaglio mi spaventai con l’alieno che esce dalla pancia e con Ash impazzito…

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