Tim Burton – Da Ed Wood (1995) a Sweeney Todd (2007)

Ho fatto un pò di casino coi film recensiti, ho anticipato Ed Wood che andava in questo post…

Ed Wood. Io ricordavo solo i ciak che dava, Ed Wood: alla prima per lui sembrava tutto fatto bene, e sarebbe cult solo per questo. Ma dove mettiamo i maglioncini in angora? E Bela Lugosi? I tempi di ripresa, i finanziatori, i produttori, i personaggi più che secondari…Vampira!!!! L’ultima volta che l’ho visto ero già propenso a conservarlo in archivio, vediamo come si comporta ai voti, perché pare una delle interpretazioni memorabili di Johnny Depp. A peggiorare la cosa ci sarebbe l’ambientazione, quel cinema da serie C che non ho mai apprezzato, vista la mia ignoranza sui fondamentali. Ma poi, quanti di coloro che apprezzano la nostra Edwige Fenech hanno i presupposti per giudicare ottima Giovannona Coscialunga, al di là della favolosa attrice?

Mars Attacks! La genesi del film, lo spunto, è una serie di figurine degli anni ’50, che spiega l’aspetto degli alieni e la tecnologia. Alcuni penseranno poi al cast di stelle, ma io ci vedo la stessa anarchia di 1941 – Allarme a Hollywood, quindi è bene conservarlo. C’è poi la smitizzazione dell’America, da Jack Nicholson presidente bolso allo sconosciuto attore che interpreta l’imprenditore del casinò, che farebbe trovare un Dom Perignon nella limousine che aspetta i capi alieni, al soldato Jack Black che muore piuttosto male e la sua famiglia che gli fa subito l’altare: ci vedo del dissacrante… Speravo fosse il migliore della filmografia del regista, ma manca la maturità, e gli perdono l’impossibile approfondimento dei personaggi.

Il mistero di Sleepy Hallow. Si, ci sono dei salti nelle mie visioni, perché la tv, gioia e disperazione del sottoscritto, non ha trasmesso, in questi anni, Il pianeta delle scimmie, ma spero sia una lacuna poco importante. Si parte bene, si prosegue in modo interessante, si finisce col disinteresse. E’ tutto nelle mani di Johnny Depp, è tutto nel suo ruolo, perché passare da uno che anticipa la scientifica dei polizieschi ad uno che accetta con pochi drammi un cavaliere senza testa è un passaggio oscuro. La trama si complica per gli altolocati e per l’albero genealogico del villaggio, quindi il disinteresse esce fuori scemando tutto il coinvolgimento. Sarebbe un film da 7,04, secondo i voti del mio foglione elettronico, superato solo dal prossimo film del post.

Big fish. Le storie di una vita incredibile. Ecco, ci vuole un racconto, una storia, un fantastico motivabile per amare Tim Burton. Io adoro questo film, perché da far vedere a coloro che raccontano balle a tutti: voglio vedere la loro sorpresa nel finale, quando anche il figlio accetta tutto, inopinatamente. Un funerale così non mi emozionava dai tempi di Schindler’s list, e le lacrime si bloccano solo per un happy end imprevisto, con un pesce fuor d’acqua che accetteresti come padre. Si dice che Ewan McGregor assomigliasse ad Albert Finney da giovane, ma non penso che bastasse per una storia di lutti vissuta dal regista e dallo sceneggiatore.

La fabbrica di cioccolato. Finalmente hanno senso, gli Humpalumpa, i personaggi più cattivi del remake: con quale sarcasmo accolgono la dipartita dei ragazzini, o per meglio dire la punizione? A me fanno più paura loro (lui) che Willy Wonka, perché conservarsi dei premolari così, per rispetto del padre, parte di una dentatura ostentata, con un taglio di capelli peggiore solo di quello di Javier Bardem in Non è un paese per vecchi, un colorito strano, sono cose da Depp e Burton, normali nel bizzarro. E quei colori sono ancora solo toni di buio, nient’altro, quel rivolgersi a Dickens per il ragazzino perdente in partenza e vincente per esclusione è qualcosa che ti mette un pò in pace con la parte più pessimista del regista.

Sweeney Todd. Confrontate pure il Johnny Depp de La fabbrica con questo film, un musical dai toni di nero profondo in cui l’attore ha un muso da cattivo, vabbè, ma anche da depresso. Non l’avevo mai visto così, neanche in un film di Burton, ed è tutto dire. Tutto si risolleva con la Helena Bonham Carter, unica a migliorare le cose, se possibile, ma il resto è solo nero, ed il finale neanche si può immaginare, perché non c’è fine al peggio, anche le eventualità più cupe vengono travolte da quel rasoio. Le canzoni come al solito mi hanno interessato pochissimo, tranne una, nella parte centrale, una specie di bolero, altrimenti è totale pessimismo e disinteresse. Non penso di conservarlo, ma andava rivisto.

In Top 2500:

  • Ed Wood in 2158a posizione
  • Mars Attacks! 2119°
  • Il mistero di Sleepy Hollow 1819°
  • Big fish 574°
  • La fabbrica di cioccolato 1527°
  • Sweeney Todd 1825°

 

 

8 pensieri su “Tim Burton – Da Ed Wood (1995) a Sweeney Todd (2007)

    • @ BlaBla: Ed Wood è oltre l’incapacità, è qualcosa di stratosferico!!!
      @ Fede: La sposa cadavere non l’ho visto…Anzi, non so dove è andato a finire.
      @ Marco: Pensa che questa volta non sono neanche stato dietro alla colonna sonora.

    • Ti riferisci a "non ho visto la recensione" o "non ho visto il film"? Nel primo caso, controlla sul sito del cinetvforum, forse l'hai postata solo lì. Nel secondo caso, urge cura a base di pesce :D

  1. Giovannona CosciaLunga tutto sommato è un bel film, non è trash per interderci…..
    Ed Wood mi manca ancora, e me lo hanno consigliato in tanti…..
    Big Fish bel film, un film riuscito. Mars Attacks carino, guardabile direi……
    Sweeny Todd non l'ho visto ma non so a quanti sia piaciuto….
    Il mistero d Sleepy Hollow tutto sommato mi era piaciuto…….
    comunque per me direi il migliore Big Fish!
    Ciao!

    • E siamo daccordo Pascoski, magari i presupposti sono diversi, ma puntiamo all’univoco plauso per Giovannona, o per meglio dire Edwige. Burton non è mai stato nelle mie corde, ormai sono oltre l’anticonformismo.

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