Woody Allen – Parte III

Riesco a dedicarmi a Woody con preoccupante incuranza del resto, ma l’avevo promesso, e la settimana non è ancora finita, ci potrebbero essere altre distrazioni.

Broadway Danny Rose. Pareva divertente, una delle mie lacune colmate grazie a Sky. L’incipit è di quelli che fa Allen, ma lo svolgimento, ho scoperto tramite Il Castoro, è più problematico di quanto pensassi. I freaks, la cena del Ringraziamento, la critica, comunque ironica, a Broadway, ne fanno qualcosa di riflessivo, ma ciò che la spunta è la leggerezza, quella Mia Farrow irriconoscibile dietro a parrucca e occhiali, quasi allo stesso livello del suo personaggio di Radio Days. Non sarebbe da buttare, ma neanche da rivedere nell’altra vita che mi sono preposto.

La rosa purpurea del Cairo. Anche qui, una critica al sistema, ad Hollywood, quella delle star, ma c’è di più: ancora più leggero del precedente, e con maggiore successo, Woody si prende un personaggio che esce dallo schermo (e lascia gli altri personaggi a Pirandello) e lo fa innamorare di una delusa dalla vita e appassionata di cinema. C’è poi l’attore che lo interpreta che ti fa immaginare l’happy ending, ma la disillusione è cieca, quasi fosse un tragico epitaffio ai nostri sogni cinefili più reconditi. Si ride, e parecchio, dalla scena nel casino ai produttori e al proiezionista, dal set della Rosa all’esploratore che guida, paga e bacia come in un qualsiasi film, ma quel finale….Questo film è uno dei primi che ho visto al cinema, in un cineforum parrocchiale che non poteva fare di meglio per un tredicenne.

Hannah e le sue sorelle. Film di casa e famiglia, se cercate qualche trivia, ma credevo facesse parte del ciclo bergmaniano di Allen. Le giravolte di Michael Caine, una splendida Barbara Hershey, una Mia Farrow che somiglia a Angelina Jolie e alle moglie perfette, non possono niente però contro il Woody più tragico che intepreta sè stesso, quello che addirittura tenta il suicidio e rivive con i fratelli Marx. Supera per pessimismo anche Max Von Sydow. Da qui in poi inizio ad avere comunque dei dubbi su Woody Allen come regista.

Radio Days l’avrò visto una decina di volte, quindi stavolta evito di parlarne.

Settembre. Ecco, se me l’avessero detto, se controindicassero alcune cose dei grandi registi, io potrei fare a meno di svalutare Woody. Cechov, ok, Mia più stressata che mai, ma un film drammatico, pur con le sempre (e comunque poche) belle note del canzoniere americano, non mi fa che ripudiare il mio amore per il regista/attore/sceneggiatore. Ci vuole pochissimo, la libertà forse di fare ciò che si vuole, per farsi odiare da tanti, ma io mi consolo con i voti ottenuti, dal poco successo avuto e con il prossimo film.

Edipo RElitto. Di New York stories dovevo vedere anche l’episodio di Martin Scorsese, ma mi sa che già così, mi son rifatto degli alti e bassi di Allen, perché vedersi madre nei cieli della città, dopo che è scomparsa per un gioco di magia, per cui a tutti (e torna l’espediente de La rosa purpurea) pare normale che compaia a dismisura sopra le teste di tutti, è qualcosa di inebriante, per coloro che cercano di ridere, o di riflettere, con il nostro. Una madre castratrice, o per dirla in parole povere, un complesso di Edipo che ha delle conseguenze nefaste, pubbliche e imperdonabili: vi immaginate lei che tira fuori le vostre foto da bambino, o che vi dice di stare coperti, o che vi consiglia le donne??? Geniale. Ora mi chiedo quanto dovrò attendere per trovare lo stesso ritmo, la stessa inventiva….

In Top 2500:

  • Broadway Danny Rose 673°
  • La rosa purpurea del Cairo 534°
  • Hannah e le sue sorelle 1095°

 

 

 

4 pensieri su “Woody Allen – Parte III

  1. Solita faticaccia per selezionare un solo titolo. Questa volta Broadway Danny Rose vince al ballottaggio su La rosa purpurea e il terzo alleniano di New York stories.

  2. Qua non ho visto tre film su cinque….
    ho visto Radio Days (film dove preferisco nettamente il secondo tempo al primo) e Hannah e le sue sorelle. Quest'ultimo film l'ho trovato piacevole a tratti ma non nella totalità.
    Direi che questa volta mi passo nel "votare"…….:)
    Buona domenica!

    • Pavelo, Radio Days oramai è nella mia memoria, ricordandolo quasi tutto, mentre Hannah e le sue sorelle è solo il ruolo di Allen, nient’altro.

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