Woody Allen – Parte V

Siamo all’attraversamento del guado, alla conferma e/o alla smentita delle mie dichiarazioni pubbliche sul Woody Allen di fine/inizio millennio, e su due o tre cose mi pare di essermi ingannato; la memoria è quella che è, non sono sempre in grado di ricordare tutto per decenni, e farsi fuori quasi l’intera filmografia ha quindi un certo senso.

E mancano pure diversi film, che non credo però di recuperare in futuro. Ho già dato?

Harry a pezzi. Un’altro Stardust memories, un’altro Allen in crisi, perdente in progressione fantastica, con una sfiga che cresce, cresce…Il genio sta in due o tre cosette: il coinvolgimento dei personaggi dello scrittore nella trama (che lo salutano alla fine del film), Robin Williams sfuocato e quel viaggio, con una compagnia azzeccata e improbabile. Spero che tra i 5 film del post abbia un voto alto, non dico che voglia conservarlo, ma ha buone probabilità.

Celebrity. Visto su Premium Play, su Internet quindi. E’ l’Allen che odio di più: bianco e nero improbabile, coinvolgimento di star che hanno altri nomi, ma con lo stesso status, dialoghi inficiati da tante cose, un Kenneth Branagh ombra nera dell’autore e tanti personaggi che si mescolano casualmente. Mi chiedo perché l’ha fatto, se ha avuto un certo successo tra la critica, almeno europea, e se possiamo dimenticarlo con molta calma.

Criminali da strapazzo. Un Allen finalmente ignorante e ricco. Forse, ho letto da qualche parte, riprenderebbe il personaggio di Prendi i soldi e scappa, ma è un’azzardo, perché va bene la rapina andata male, ma nel frattempo la moglie fa dei biscotti buonissimi, e nel giro di un anno ci sono tantissimi soldi, cafonaggine, stupidità, ed una serie invidiabile di manager. Il film è una fiera, e si infila pure il solito Hugh Grant che cerca di approfittare della cosa. Magari è anche una riflessione sulla ricchezza americana, magari è una presa in giro dei self made man, ma forse è solo piuttosto carino, niente di più.

La maledizione dello scorpione di giada. L’immagine della testata, fino a qualche momento fa, era tratta da questo film, e pure questo ha qualche possibilità di essere salvato, anche se non so come finiscono gli 1 x 10 di lontana memoria, il metodo usato dal sottoscritto per non essere sommerso dai film. Ci sono un sacco di espedienti, tipo il cieco che spiega come arrivare al ladro, una genialata comprensibile da parte di Allen, ma ciò che rimane, a parte la fotografia così calda, è la continua lotta tra il protagonista e Helen Hunt. Solite faccette da parte sua, ma l’ambizione di alcuni film del passato (Hepburn-Tracy) è andata quasi a segno.

Hollywood ending. Allen torna alle comiche fisiche, ma con una critica neanche tanto celata a Hollywood. E’ andato a segno solo in Europa, come il film che tenta di girare da cieco? A parte l’affascinante Tea Leoni, nessun attore noto, qualche comparsata o qualche dejavù, ma tutto è nelle mani di Allen e della sua troupe, e non mancano le battute estemporanee, senza filosofia o autoanalisi. Certo, il figlio potevano risparmiarselo: il punk poteva essere sostituito non dico da un personaggio bergmaniano, ma qualche sforzo poteva essere fatto. Perfetto invece l’altro produttore di Los Angeles, quello nel gruppo terapeutico per manager senza jet privato o problemi con il cancro alla pelle. Ecco, tornando a come ho introdotto il post, ad esempio pensavo che Robin Williams fosse in questo film…

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  • Harry a pezzi: 1416°

Un pensiero su “Woody Allen – Parte V

  1. Neanche a me Celebrity è piaciuto. In genere lo cito come esempio di film di Allen che non funziona. Perché lo ha fatto? Perché l'idea iniziale dopotutto non è neanche male, ma non tutte le ciambelle riescono col buco.

    Per me vince Harry a pezzi, ma non appoggio il tuo parallelo con Stardust memories. L'approccio decostruzionista (mi si passi il termine, se non fosse stato utilizzato da Allen nel titolo originale non ci sarei mai arrivato) lo rende un titolo del tutto originale.

    Gli altri tre mi sono piaciuti, li riguarderò con piacere (a meno di inaspettate conversioni) ma al momento mi sembrano un gradino sotto.

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