The lady – L’amore per la libertà

Uno a caso dovrebbe lamentarsi poco di una condanna definitiva, da parte della Cassazione, lamentandosi sempre, pur essendo un improbabile candidato all’Oscar per la pace…si, ho scritto così, un lapsus subito risolto, per fortuna, perché le lagne da buona interpretazione sono niente in confronto a ciò che sta ancora subendo Aung San Suu Kyi, summa di tante cose che una mente libera può fare. Anni e anni di arresti domiciliari, di repressione da parte di una dittatura militare, di lontananza dalla famiglia solo a volte mitigata, ma un film è montato, non ti fa capire la differenza tra pochi minuti e diversi anni senza un marito e i tuoi figli. Anche Walk on degli U2, dedicata al Nobel per la pace, dura pochissimi minuti, è una bella canzone, ma ci vuole un film per capire meglio l’antifona, per disegnare un personaggio così grande, eppure ancora in vita. E non vi sto a spiegare cosa ha vissuto, perché il film non è fatto benissimo, ha appena la sufficienza come biopic, ma ti lascia immaginare cose per cui senz’altro è buona cosa lamentarsi. E non vi dico neanche perché hanno inserito l’amore per la libertà nel titolo italiano…Non posso conservarlo, ma ciò che insegna Aung San Suu Kyi, anzi, il film, è talmente prezioso da non lasciarsi dimenticare.

“Tu puoi anche non pensare alla politica, ma la politica pensa a te!”

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