Cella 211

Pensi ad un film di carcerati in rivolta, e più o meno sai come funziona, ma tutto viene stravolto o quasi. L’unico momento prevedibile è quando spunta fuori quel pezzo di ceramica…Cinema spagnolo quindi, roba poco frequente qui, magari qualcosa di genere, ma mai un film così coraggioso e poco tedioso. E’ una serie di inghippi uno dietro l’altro, ed è naturale che stai dietro a quel poliziotto malcapitato, che non può nemmeno sfregiarsi del titolo di infiltrato, e per quasi tutto il film ti chiedi: ma perché non và al cancello e chiede di uscire? I carcerati sarebbero troppo rapidi nel farlo fuori forse? Ecco, tutte le sorprese buone ci sono, ma queste domande ti rovinano la visione, altrimenti è una serie di trovate più o meno realistiche, un ritmo invidiabile che fanno pendere tutto verso un buon voto, anzi una buona posizione in classifica, visto l’ultimo modus operandi di AGegiofilm… Ah, ecco un’altra pecca, la famiglia!!! Tutto viene stravolto dalle botte che prende la moglie incinta del protagonista….ti chiedi come mai tutto è sul filo del rasoio, tutte le discussioni a proposito di Helena non facciano mai dubitare i rivoltosi. Due dubbi quindi, un film che, ragionandoci su, solo in questo post potrebbe risultare in prima posizione.

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