Robert Redford – Parte I

E gli esordi del biondo, com’erano? E’ necessario che vada a chiedere in prestito una sua biografia in biblioteca?

A piedi nudi nel parco. Un film mitico, a vedere ogni volta l’archivio di film ancora da vedere, sempre tra i primi nell’elenco alfabetico. C’è di più comunque. Una prima parte veramente scoppiettante, in cui a tratti non riesci a seguire Neil Simon, introduce una serie di hangover appena smorzati dall’annuncio di divorzio, a pochi giorni dalle nozze: ne abbiamo viste di coppie così, ne vedremo troppe, e speri che almeno uno di loro dica, “si, stiamo litigando, ma il nostro rapporto non è in discussione”, invece di un finale sorprendente. I due cuori e letteralmente una capanna, al 5° piano, meritano un salvataggio nella mia videoteca, anche se il Redford degli anni ’70 è dietro l’angolo.

Gli spericolati. Non sempre uno può fare politica sullo schermo, può affermare col suo ruolo le sue idee, ed ecco che si fionda sulle piste di sci in un film prettamente commerciale, in cui credo ci si sia meravigliati per le riprese ad alta velocità. Ossa rotte, storielle sentimentali fanno da contorno, e si ringrazia il Comitato olimpico. Niente di troppo interessante, ma un buon film sportivo d’azione (e il finale me lo sono perso per difetti del dvd-rw dove l’ho registrato).

  1. A piedi nudi nel parco
  2. Gli spericolati

Ucciderò Willie Kid. Il primo western di Redford? Non ha una carriera alla Eastwood nel genere, ma ne farà di migliori. Non ci sono solo sparatorie, non ci sono i campi stretti, e c’è il germe del sociale che l’attore si trascinerà per i successivi film. Ad esempio il personaggio di Katherine Ross, una laureata in antropologia direttore di una riserva indiana nel 1909, anche se menomato, è un buon vedere e sentire, ma è l’indiano fuggitivo ad attirare le attenzioni, forse per eventi che sono rimasti nell’immaginario americano. Un’altro western atipico quindi, con dietro Eastwood e Leone, e davanti gli anni ’70, quelli della ridefinizione del genere.

  1. A piedi nudi nel parco
  2. Ucciderò Willi kid
  3. Gli spericolati

Lo spavaldo. Ecco, film interruptus. Durante i pochi minuti di visione c’era l’Eastwood di Filo da torcere o Fai come ti pare ad arrovelarmi. Un film scritto male, soprattutto nei dialoghi, situazioni mal digerite e la prospettiva del Redford d’azione, cosa improbabile ora come allora. Un interrogativo quindi, in una filmografia che con gli anni ’70 dovrebbe portarlo ai massimi livelli, o almeno nelle mie preferenze.

  1. A piedi nudi nel parco
  2. Ucciderò Willi kid
  3. Gli spericolati
  4. Lo spavaldo

Il candidato. Ecco, qui si inizia a ragionare. Uno che è solo figlio di un ex governatore della California viene contattato per fare il candidato al Senato. Inizia una campagna elettorale e viene eletto: e ora che si fa? La domanda finale allo spin doctor è abbastanza ragionevole ed esplicativa dei tempi, il post ’68. Anche il Redford politico fa i suoi primi passi, ma viene sommerso da una serie di collaboratori e pochi compromessi che hanno la meglio su di lui, fino quasi al burnout. Ci mette molte delle sue idee? Fin dove arriva il personaggio e dove inizia l’attore? E’ un caso che sia candidato democratico? Se volete un bignamino di ciò che non era solo politica in quel periodo, ma valido anche ora, questo è il film giusto.

  1. A piedi nudi nel parco
  2. Il candidato
  3. Ucciderò Willi kid
  4. Gli spericolati
  5. Lo spavaldo

2 pensieri su “Robert Redford – Parte I

  1. Me lo ricordo bene IL CANDIDATO
    curioso, se accosto il R. Redford di allora al protagonista di LE IDI DI MARZO (G. Clooney) mi sembra che non sia cambiato niente

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