Pollo alle prugne

Peta peta che vedo chi è il regista, che mi pare di conoscerlo, e di deprecare il suo uso…no, è solo francese, ma andando su Wikipedia…Si, i registi fanno comprendere e ricordare la nostra indimenticabile Amelie Poulain, ma con un incursione nell’Iran di tanti decenni fa, e come se non bastasse, sono pure francesi, o naturalizzati. Direi che il capolavoro di Jeunet non si tocca, ma se vogliamo mescolare per bene le carte, diciamo che Pollo alle prugne non deluderà chi ha la fortuna di vederseli uno dietro l’altro. Ah, ci aggiungerei anche qualche atmosfera alla Leggenda del pianista, tanto per gradire. All’inizio, complice una birra da 33cl bevuta troppo in fretta, mi sono perso qualcosina di importante, ma il senso si capiva comunque, ed ecco che si cambia genere, si arriva alla filosofia e alla religione, e quel finale tocca, oh se tocca e sorprende, una delle cose più belle viste finora (o almeno in questi giorni).

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