David Lynch – Parte I

Film interruptus, roba che non subivo da mesi: Twin Peaks registrato dalla terza puntata, quindi niente pilot del regista, quindi Fuoco cammina con me! non godibile; Mulholland drive invece è scomparso dal mio archivio, mentre Lynch è inguardabile senza INLAND EMPIRE, documentario legato al film. Che sfiga…

Con oggi parte la nuova titolazione dei post sui registi, perché partire dal primo film e arrivare all’ultimo non vuol dire che li ho visti tutti. Inoltre, vorrei aggiornare più spesso il blog, e non posso aspettare, con la cadenza che mi ero prefissato di un film al giorno, 10 giorni per parlare di film. Parte I quindi, e in questo caso si riparlerà di Lynch quando avrò almeno 5 titoli da commentare.

Eraserhead. Una lacuna che finalmente ho colmato, e non mi aspettavo niente di più, niente di meno. La mia ignoranza per ciò che riguarda la lingua inglese arriva fino al pensare che “erase” voglia dire cancellare, ma io penso più alla testa di rapa del “non è detto che sia un bambino”, mentre la capigliatura del protagonista non permette tale argomentazione. C’è di più, lo so, magari il finale da incubo è rivelatore, ma io c’ho sempre in testa quel nerd che per una notte di sesso si trova in un matrimonio combinato. Lynch parte benissimo, con le nostre incomprensioni, con ciò che inizia a non spiegare, un atto di fede per i cinefili più puri, un dato di fatto per gli altri. Faceva esperimenti sulla fotografia, che sarà fulgida dal film successivo.

The elephant man. Dovrebbe essere almeno la seconda volte ne parlo nel blog. Uno dei film con una trama che fila lineare, forse a causa del coinvolgimento del regista in un film non proprio suo del tutto. Avrei parlato a questo punto pure di Dune, e ci sarà senz’altro qualcuno che ci trova i fili logici, ma ci sono un paio di cosette che forse tornano più avanti: lo sfregio del pudore, che qui non permette alcuna immaginazione su come sia l’uomo elefante, quindi mostrando tutto, anche un corpo martoriato, e l’estremizzazione della diversità, della perversione, con i clienti del guardiano dell’ospedale. D’altra parte è il film più poetico del regista, proprio nei momenti finali c’è una frase tanto semplice, quanto commovente: “sono un essere umano!”. I personaggi di Anne Bancroft, di Anthony Hopkins, già umanisti, vengono superati da quella figura altissima che è la capo infermiera. Ditemi voi se non è il film più positivo di David Lynch, che ci dà qualche speranza appena ci sentiamo diversi.

Velluto blu. La perversione totale nel personaggio di Dennis Hopper, e non potete immaginare quanti incubi mi abbia creato quell’uomo. C’è comunque la figlia di Ingrid Bergman, sottolineo la figlia di Ingrid Bergman, Isabella (e un nome così…) Rossellini, che prima fa piacere scoprire (avrò avuto almeno 18 anni la prima volta che ho visto Velluto blu?), poi fa pena vederla così vulnerabile, fino all’atto finale, quando te la vedi davanti casa tua nuda e sotto shock. Ditemi voi se non è perversione questa…Tutto inserito nella provincia americana, due studentelli nemmeno in vena di anticonformismo, delle famiglie responsabili, coi vigili del fuoco che scorazzano sorridenti, ma con un tale delinquente che non troverai mai, neanche se lo vai a cercare. Inizio a vedere uomini strani che girano con valigie di pelle e con strane sopracciglia, dei misteriosi personaggi che tornano più che volentieri nei film di Lynch.

Cuore selvaggio. Uno così dovrebbe avere, tra qualche decennio, un bell’Oscar alla carriera per i registi che l’hanno voluto, ma anche per i successi commerciali e per i suoi capelli. Certo, ne ha fatte di cazzate, ma Nicolas Cage potrebbe essere una vera star se avesse più criterio nello scegliere i film che fa. Ma qui stiamo parlando di Lynch, ed ecco che c’è una piccola grande storia d’amore, perversa, certo, con tantissimo sesso, ed il solito rompipalle che ti si infila nei momenti più brutti del regista. Qui è Willem Dafoe a prendersi la palla ad effetto, quello che si prende la briga di fare il perverso, e non ditemi molestatore che siamo a livelli di pura follia, nemmeno nei porno si arriva a tanto. Laura Dern è stata giovane, ho appurato, ed ho capito come è venuta fuori, ma non arriverei mai a pensarla come la ragazza di Sailor, piuttosto come compagna di Ben Harper, quello si.

Strade perdute. Ecco, le solite divagazioni di Lynch, quelle che fanno pensare, o immaginare, o adorare il regista. Non ti dice mai perché, due personaggi che si confondono dobbiamo prenderli come dati di fatto, nient’altro, o li accetti o ti vai a rifugiare dalle parti del cinemino del sabato sera, dove tutto è logico e comprensibile. No, le lost highways di Lynch ti portano lontano (dovrebbe essere il terzo film con quelle striscie delle strade), ma non ti dicono dove e perché. E’ uno spettacolo puro, magari ad una seconda visione ne capisci di più, ma basta Patricia Arquette? Il solito delinquente c’è, il solito omino preoccupante non manca, e tutto quel noir ti cade addosso con un pò di soddisfazione, tranquillità…

In Top 2500:

  • Eraserhead 412°
  • The elephan man 145°
  • Velluto blu 688°
  • Cuore selvaggio 1088°
  • Strade perdute 1773°

 

 

Sam Peckinpah – Da Sfida nell’Alta Sierra (1962) a Osterman weekend (1983)

Torno all’ovile cinefilo, perché mi son distratto troppo negli ultimi tempi. Vabbè, ho anche ricominciato a lavorare, ma l’anno scorso ho tenuto un ritmo invidiabile di un film al giorno per 5 mesi, quindi tenterò di recuperare quella cadenza, in qualche modo. E le classifiche dei registi? State quieti, ci sto pensando, ma il Mereghetti è un bel mattone, e 2000 titoli da cercare non sono impresa facile. Intanto completo Sam Peckinpah.

Sfida nell’Alta Sierra. L’avrò visto un mese fa? Due settimane fa? Chi si ricorda. Il peggio è che non mi ricordo assolutamente nulla del film. Io e il western classico non abbiamo un bel rapporto, anche se si tratta del primo Peckinpah. Vediamo Film.tv.it…Ah beh, la sufficienza dovrebbe saltar fuori, dopo aver letto la trama. Inizia l’avventura della donna per il regista, che le tratta male, fa far loro una brutta fine e di solito non si fa problemi a spogliarle. C’è di più? Si, la violenza, perché c’è sempre una scena in cui si alza il tono del tema, e qui siamo ancora negli anni ’60, quando non c’era nessuno a far rivoluzioni. Ma io penso…Peckinpah dovrebbe aver avuto qualche problema, se non sbaglio…vado su Wikipedia…si, ha rivoluzionato il genere, a partire dalle sparatorie, più realistiche.

Sierra Charriba. Cos’è? Chi è piuttosto, in un improvviso lampo di memoria: ah, si si, quell’indiano che…Si parte da lui, si arriva a lui, ma la trama prende un’altra piega, perché è ambientata durante la Guerra civile americana, e ci sono rossi, ok, ma anche bianchi, neri, disertori, catturati, regolari e un trombettiere. Insomma, anche qui il regista si prende la briga di far avanzare il western…no, cosa c’entra? E’ un film di frontiera? Mah…C’è piuttosto un gruppone di soldati che cerca l’indiano, e si vede la vita dell’esercito che invade una cittadina sfortunata, ad esempio, ma di sparatorie non ne ricordo. Ogni tanto mi perdevo, ma mi rendo conto, con Wikipedia, che il film è stato veramente dimezzato dai produttori, da oltre 4 ore a 2 ore: pensate che tagli, che trama, quale finale. Iniziano, mi pare, le battaglie per il final cut.

La ballata di Cable Hogue. No, non è una città, e non si sente alcuna nota dominante, oppure ho perso la ballata. E’ un western crepuscolare, lo si capisce anche prima del finale metaforico, e si vede un povero disgraziato che diventa imprenditore, con in testa sempre la vendetta verso coloro che l’hanno abbandonato immezzo al deserto. E’ una parabola che si apprezza anche per la simpatia del personaggio principale, ma ti rimane in testa solo quell’auto che lo falcia alla fine, quando il tono diventa pure metafisico.

Cane di paglia. Un ragazzo, Dustin Hoffman era un ragazzo quando ha fatto questo film, ed interpretava un matematico che si vede il solito gruppo di disgraziati che entra nella sua vita in modo violento. Dovrebbe essere la terza visione, questa, ma anche qui ha senso rivederselo con tutto ciò che ha fatto Peckinpah, altrimenti, con l’assuefazione, si dimentica tutto il suo lavoro sulla violenza. Entrato nell’epoca attuale, dopo tre western, si confina al villaggio, dove c’è il pub, i “guasconi”, la scolaresca e il solito matto. No, non finisce qui, perché c’è la ragazza che è cresciuta lì e se ne è andata. Da uno come Dustin Hoffman, già Laureato, non ti aspetti nient’altro che lavagne con formule, non un fucile in mano, figurarsi una trappolona che solo a vederla fa paura: era perfetto per il ruolo.

L’ultimo buscadero. Ma perché prendersi Steve McQueen per un divertissement? Perché si è fatto un tale film, che non ha niente di avvicinabile al crepuscolare? Un film sui rodeo era già di per sè inguardabile, ma piano piano ti accorgi che nelle scene più vive c’è un buonissimo montaggio e quell’attore non usa stuntman. E’ un passo avanti, ma tutto ti fa dubitare del perché o del come sia stato fatto. Anche Wikipedia glissa alla grande.

Pat Garrett e Billy the Kid. Sapete già del mio rapporto col western, amato quando si prende poco sul serio (Leone), da quando si inizia a parlare di indiani (Kostner) o quando c’è altro rispetto al solito tema degli americani sotto assedio, o dello sceriffo buono come Wayne, comunque della frontiera che comprende fatica e pallottole. Anche qui siamo al crepuscolo, se lo sceriffo era della banda e si è trasformato in un regolare. Il fascino però sta tutto nel personaggio di Bob Dylan. Knockin’ on heaven’s door era per me il film, e basta, nient’altro, ma capire che ha un certo ruolo nel film, a parte quello formale del maniscalco, è stato un bel pò straniante. Direi che della filmografia salverei volentieri questo, ma i voti devono confermarlo. Consiglio: appena vedi un tuo amico dall’altra parte della barricata, per piacere, chiediti se sei cresciuto e, ogni giorno, ogni ora, se per caso è ancora il caso di combattere.

Voglio la testa di Garcia. Qui muore la donna. Ma che rapporto c’aveva con le donne? Ok, la violenza, ma le donne? Ok, è co-protagonista, e non dovrebbe sorprenderti che se ne vada all’altro mondo, ma è tutta una sequela!!! Anche qui un romanticone che combatte per delle cause perse: 10.000 dollari oppure la morte, il Messico più povero oppure un’idea di ritorno a casa. Anche qui c’è un “ordine superiore” che fa paura, quell’ufficio nell’hotel è da antologia, forse più di chi ha dato l’ordine del titolo. Poi, quell’introduzione che ti fa assaporare l’idea che sia l’ennesimo western, è bellissima, mentre il Messico continua a non sembrare solo un luogo per turisti, a partire dall’acqua nella caraffa, con tutta quella terra nel vestito buono. Chissà se David Fincher ha pensato a lui per le scene di Michael Douglas in The game…Primo film col final cut del regista.

Killer elite. James Caan e Robert Duvall, che vi devo dire. Entrambi sono paralleli alla Cia, ma uno ferisce gravemente l’altro, ed il buono diventa quasi un supereroe col bastone (ci sarebbe materiale, dai, per un fumetto), entra un politico giapponese e i due si ritrovano su due barricate diverse. Poteva, dico poteva prendere una piega diversa, senza quella lunghissima riabilitazione, quei proclami inutili sulla democrazia, anche se il finale è molto bello, perlomeno per le scenografie, una flotta di riserva che magari è anche vera, anche se non si pensa affatto a far combattere i due. Peckinpah si era già sconvolto all’epoca, quindi non pretendere tanto è normale. Ma quel supereroe….

Osterman weekend. Ecco, qui mi sono perso nella parte centrale. Meriterebbe un bel remake, un omaggio della Hollywood di adesso al regista, che aveva trovato un nuovo genere, un’affinità con le spie. La trama si intrica abbastanza, nel momento peggiore, ma il regista pare avere mano sicura, e la vendetta qui è, se siete abbastanza coinvolti, piuttosto disturbante. Gli intrighi ci sono, l’ordine superiore è dietro l’angolo (ah, in Killer elite il capo fa affari con entrambi i personaggi), e c’è una meravigliosa casa con telecamere nascoste, con un Ian Hurt convincente a spiare e a consigliare un Rutger Houer finalmente buono. E il finale? Quella morale che non invecchia mai riguardante la televisione?

E Il mucchio selvaggio? In Top 100. Gli altri in Top 2500:

  • Sfida nell’Alta Sierra: 1313°
  • Sierra Charriba: 1519°
  • Cane di paglia: 1181°
  • La ballata di Cable Hogue: 994°
  • Pat Garrett e Billy the Kid: 549°
  • Voglio la testa di Garcia: 795°

I migliori registi per Filmtv?

Oggi ho scaricato i voti di Film.tv.it, per quasi gli stessi film che mi mancavano da IMDB (sottolineo: le intere filmografie, spero che Marco l’abbia capito… oppure non pensava alla grande impresa di cercare i voti di ogni film di ogni regista????).

Ma uno non può scaricare voti? Con Extreme movie manager è possibile, basta smanettare, anche se è dedicato alle collezioni personali. Film.tv.it ha uno script (motore di ricerca) spartano ma velocissimo, e pure la seconda fase lo è, tanto che in due ore sono arrivato al secondo database.

Dato che è domenica mi sono rilassato un pò, ma al ritorno dalla pennichella mi ritrovo il commento de Il bibliofilo che non vedeva i film migliori per ogni nome nel precedente post. Ho rimediato subito, quindi se andate indietro troverete ciò che Marco ha suggerito. Ora, sempre con il presupposto “salvo errrori ed omissioni”, tralasciando anche qui i film che NON hanno voto, sono arrivato alla seguente classifica. In teoria dovrebbe esserci anche uno dei titoli con il voto più alto per il database italiano. Non commento, ma vi anticipo che prima o poi posterò le posizioni di ogni regista per ogni post di questa serie.

198 Mauro Bolognini Libera 6,00
197 Dino Risi In nome del popolo italiano 6,17
196 Ettore Scola Una giornata particolare 6,30
195 Francesco Rosi Salvatore Giuliano 6,38
194 Richard Fleischer Frenesia del delitto 6,38
193 Frank Borzage Settimo cielo 6,38
192 Luigi Comencini Le avventure di Pinocchio 6,56
191 Rob Reiner La storia fantastica 6,57
190 Mario Monicelli I soliti ignoti 6,60
189 Alessandro Blasetti Il processo di Frine 6,65
188 Robert Mulligan L’uomo della luna 6,67
187 Sidney Lumet Quinto potere 6,67
186 Leo McCarey La guerra lampo dei fratelli Marx 6,73
185 John Frankenheimer Sette giorni a maggio 6,73
184 Tony Richardson Gioventù, amore e rabbia 6,75
183 Mitchell Leisen Che bella vita 6,76
182 Vittorio De Sica Umberto D 6,86
181 Edward Dmytryk L’ombra del passato 6,87
180 Delmer Daves La fuga 6,90
179 Milos Forman Concorso 6,92
178 Robert Wise Tutti insieme appassionatamente 6,94
177 Paolo Taviani Padre padrone 6,94
176 Julien Duvivier Il bandito della Casbah 6,95
175 Sam Wood Una notte all’Opera 6,95
174 William A. Wellman Bastogne 6,96
173 Michael Curtiz Quattro figlie 6,98
172 Alberto Lattuada La nostra guerra 7,00
171 Claude Chabrol L’inferno 7,00
170 George Stevens Mamma ti ricordo! 7,00
169 Henry Hathaway Il grande tormento 7,00
168 John Woo The Killer 7,00
167 Nikita Mikhalkov Schiava d’amore 7,00
166 René Clément Delitto in pieno sole 7,00
165 Robert Zemeckis Ritorno al futuro 7,00
164 Terry Gilliam L’esercito delle 12 scimmie 7,00
163 Mervyn LeRoy Piccolo Cesare 7,04
162 Budd Boetticher L’albero della vendetta 7,06
161 Renato Castellani Zazà 7,07
160 Kim Ki-duk Ferro 3. La casa vuota 7,08
159 Jules Dassin La città nuda 7,09
158 John Schlesinger Il giorno della locusta 7,11
157 Sergio Leone C’era una volta il West 7,11
156 Georg W. Pabst L’inferno bianco del Piz Palu 7,13
155 James Whale Frankenstein 7,13
154 Richard Brooks A sangue freddo 7,13
153 Otto Preminger Vertigine 7,13
152 Blake Edwards Colazione da Tiffany 7,14
151 George Lucas Guerre stellari 7,14
150 Ken Loach Sweet Sixteen 7,14
149 Mario Martone Morte di un matematico napoletano 7,14
148 Ken Russell Donne in amore 7,16
147 Abbas Kiarostami E la vita continua 7,17
146 Robert Siodmak La scala a chiocciola 7,18
145 Rouben Mamoulian Il dottor Jekyll 7,20
144 Zhang Yimou Sorgo rosso 7,20
143 Spike Lee La 25ª ora 7,22
142 Louis Malle Arrivederci ragazzi 7,22
141 Antonio Pietrangeli Il sole negli occhi 7,23
140 Ermanno Olmi L’albero degli zoccoli 7,23
139 John Landis Un lupo mannaro americano a Londra 7,24
138 Ridley Scott Blade Runner 7,25
137 Raoul Walsh Una pallottola per Roy 7,27
136 Theo Anghelopoulos La recita 7,27
135 Carol Reed Idolo infranto 7,29
134 Bernardo Bertolucci L’ultimo Imperatore 7,30
133 Joseph Losey Per il re e per la patria 7,30
132 Roger Corman La maschera della morte rossa 7,31
131 Karel Reisz La donna del tenente francese 7,33
130 Richard Lester I tre moschettieri 7,33
129 Robert Rossen Lo spaccone 7,33
128 Stanley Donen Un giorno a New York 7,33
127 Victor Fleming Il mago di Oz 7,33
126 Emir Kusturica Underground 7,38
125 Gus Van Sant Milk 7,38
124 Peter Weir Picnic ad Hanging Rock 7,38
123 Ang Lee La tigre e il dragone 7,40
122 Claude Sautet Un cuore in inverno 7,40
121 John Boorman Senza un attimo di tregua 7,43
120 King Vidor Maschere di celluloide 7,43
119 Walter Hill Supernova 7,43
118 Preston Sturges Infedelmente tua 7,45
117 Ingmar Bergman Il posto delle fragole 7,47
116 Pietro Germi Signore & signori 7,47
115 John Ford Sentieri selvaggi 7,48
114 Steven Spielberg E.T. L’extraterrestre 7,48
113 Werner Herzog La ballata di Stroszek 7,49
112 Douglas Sirk Lo specchio della vita 7,50
111 Kenneth Branagh Hamlet 7,50
110 Valerio Zurlini La ragazza*la valigia 7,50
109 Wim Wenders L’amico americano 7,50
108 Nicholas Ray Gioventù bruciata 7,52
107 Rainer Werner Fassbinder Selvaggina di passo 7,52
106 Fred Zinnemann Mezzogiorno di fuoco 7,53
105 Peter Bogdanovich L’ultimo spettacolo 7,53
104 Anthony Mann Winchester ’73 7,54
103 Jacques Becker Casco d’oro 7,54
102 Hal Ashby Harold e Maude 7,56
101 William Friedkin L’esorcista 7,56
100 Yervant Gianikian Ritorno a Khodorchur. Diario armeno 7,56
99 Arthur Penn Anna dei miracoli 7,57
98 George Cukor Incantesimo 7,59
97 Frank Capra Accadde una notte 7,60
96 Jerzy Skolimowski Atto 7,60
95 John Lasseter Cars – Motori ruggenti 7,60
94 Roman Polanski Rosemary’s Baby 7,60
93 Sydney Pollack I tre giorni del Condor 7,60
92 Vincente Minnelli Spettacolo di varietà 7,60
91 Wong Kar-wai In the Mood for Love 7,60
90 John Huston Il mistero del falco 7,61
89 Jonathan Demme Stop Making Sense 7,62
88 Joe Dante Masters of Horror. Contro natura 7,63
87 Don Siegel Fuga da Alcatraz 7,63
86 Marcel Carné Amanti perduti 7,64
85 Marco Ferreri La grande abbuffata 7,66
84 Pedro Almodóvar Parla*lei 7,68
83 Alexander Mackendrick La signora omicidi 7,71
82 Maurice Pialat La casa dei boschi 7,71
81 Robert Aldrich Prima linea 7,71
80 Stephen Frears Bloody Kids 7,71
79 Woody Allen Crimini e misfatti 7,72
78 Eric Rohmer Perceval le gallois 7,72
77 René Clair A me la libertà 7,73
76 Roberto Rossellini Germania anno zero 7,74
75 George A. Romero Zombi 7,75
74 Samuel Fuller Il grande uno rosso 7,76
73 Tim Burton Batman. Il ritorno 7,76
72 Giuseppe De Santis Riso amaro 7,78
71 Elia Kazan Il compromesso 7,79
70 Bertrand Tavernier Una domenica in campagna 7,80
69 James Cameron Titanic 7,80
68 Jim Jarmusch Daunbailò 7,82
67 John Carpenter Distretto 13: le brigate della morte 7,82
66 Robert Altman Nashville 7,82
65 Henri-Georges Clouzot Vite vendute 7,83
64 Nanni Moretti Caro diario 7,83
63 Jean-Luc Godard Fino all’ultimo respiro 7,85
62 Aleksandr Sokurov Moloch 7,85
61 Aki Kaurismäki La fiammiferaia 7,86
60 Takeshi Kitano Sonatine 7,86
59 Marco Bellocchio I pugni in tasca 7,86
58 Howard Hawks Susanna 7,95
57 Brian De Palma Carlito’s Way 8,00
56 Clyde Geronimi Cenerentola 8,00
55 David Lean Breve incontro 8,00
54 David W. Griffith Giglio infranto 8,00
53 Edgar Reitz Heimat 3 – Il popolo più felice della Terra 8,00
52 Fritz Lang Metropolis 8,00
51 Jean Renoir La scampagnata 8,00
50 John Cassavetes La sera della prima 8,00
49 Krzysztof Kieslowski Film rosso 8,00
48 Michelangelo Antonioni La notte 8,00
47 Mike Leigh Naked 8,00
46 Nagisa Oshima La cerimonia 8,00
45 Otar Ioseliani La caduta delle foglie 8,00
44 Shohei Imamura La vendetta è mia 8,00
43 Vasilij Suksin Così vive un uomo 8,00
42 William Wyler Ombre malesi 8,00
41 Manoel de Oliveira Le soulier de satin 8,06
40 Clint Eastwood Gli spietati 8,06
39 Martin Scorsese Taxi Driver 8,06
38 Josef von Sternberg L’imperatrice Caterina 8,11
37 Gianni Amelio Così ridevano 8,14
36 Hayao Miyazaki Il mio vicino Totoro 8,18
35 Yasujiro Ozu Viaggio a Tokyo 8,19
34 Ernst Lubitsch Ninotchka 8,21
33 Joseph L. Mankiewicz Il fantasma e la signora Muir 8,22
32 Quentin Tarantino Jackie Brown 8,22
31 Andrzej Wajda Cenere e diamanti 8,24
30 Federico Fellini La dolce vita 8,24
29 François Truffaut Effetto notte 8,25
28 Max Ophüls Il piacere 8,27
27 Michael Powell Scala al paradiso 8,27
26 Alfred Hitchcock Psyco 8,31
25 Alain Resnais Hiroshima, mon amour 8,32
24 Francis Ford Coppola Il padrino – parte II 8,32
23 Satyajit Ray Il lamento sul sentiero 8,36
22 Luis Buñuel Él 8,37
21 Billy Wilder La fiamma del peccato 8,38
20 Jacques Tati Giorno di festa 8,40
19 Sam Peckinpah Voglio la testa di Garcia 8,43
18 Pier Paolo Pasolini Che cosa sono le nuvole 8,43
17 Andrej Tarkovskij L’infanzia di Ivan 8,44
16 David Cronenberg Inseparabili 8,45
15 Akira Kurosawa Rashômon 8,47
14 David Lynch The Elephant Man 8,50
13 Friedrich W. Murnau Nosferatu, il vampiro 8,50
12 Michael Mann Insider. Dietro la verità 8,50
11 Ethan Coen Non è un paese per vecchi 8,53
10 Jean-Pierre Melville L’armata degli eroi 8,55
9 Michael Cimino Verso il sole 8,57
8 Luchino Visconti Il Gattopardo 8,59
7 Orson Welles L’infernale Quinlan 8,59
6 Terrence Malick La sottile linea rossa 8,80
5 Carl Theodor Dreyer Ordet 8,91
4 Kenji Mizoguchi I racconti della luna pallida d’agosto 9,00
3 Robert Bresson Pickpocket 9,38
2 Stanley Kubrick Shining 9,38
1 Sergej M. Ejzenstejn ¡Que viva Mexico! 9,60

 

I migliori registi per IMDB?

Ed ecco, dopo giorni e giorni di silenzio, magari lasciando indietro alcune cose, sono arrivato a farmi un account Twitter (Fede, Marco, Anna e qualcun’altro sono avvisati), che spero di aggiornare il più possibile, con le piccole cazzatine che penso o faccio, e mi sono messo sotto con la classificona dei registi secondo IMDB. Naturalmente la cosa è stata facile, in parte, visto che molti film li avevo già nel foglione elettronico dal quale ho estratto la fantomatica Top 2500, a complicare le cose è l’assenza di ID univoco per i film, ma è passata. Ora toccherebbe a Filmtv, poi a Mereghetti, Morandini, e Mymovies. Non è stato facile, ma l’impresa più ardua sarà quella degli attori, dato che avrò da copiare il voto di migliaia di film (5000 per i registi, ma l’ideona sarebbe farne qualcosa di sistematico, di unico, con il voto di tutti i recensori o database per tutti i film…magari quando sarò meno impegnato), anche se naturalmente, da ciò che segue qui sotto, ho già buon materiale. Quasi 200 nomi, se presenti nella Top 2500 con almeno 4 film, poi ho copiato le intere filmografie, ho scaricato i voti con Extreme movie manager, la solita procedura… Manca Chaplin, per una questione di filmografia piuttosto ampia e confusa, ma è nei nostri cuori in automatico. Spicca un nome, in prima posizione (lasciamo perdere Edgar Reitz, regista degli Heimat, al quale hanno dato un voto solo per ognuno dei tre cicli, quindi fa poco media), che riesce perfino a superare Kubrick, ed è la sorpresa più grossa della classifica parziale dei registi (almeno una delle mie lettrici potrebbe essere pure felice per una cosa del genere…). Quentin Tarantino viene così ufficialmente riabilitato da questo blog, quindi andrò a scovare nelle tv ogni suo film, mentre per gli altri registi già oggetto del tasto Rec ci sono smentite e conferme. Ah, in questi casi ci vuole un bel punto di domanda nel titolo, perché di certezze nella vita ce ne sono pochissime, anche se si aspira alla perfezione. Chiudo con la formula di rito, che non ho mai usato nel recente passato, e me ne pento: salvo errori o omissioni.

197 Roger Corman L’odio esplode a Dallas 49 4,97
196 Mario Martone L’amore molesto 7 5,70
195 Blake Edwards I giorni del vino e delle rose 36 6,15
194 Alessandro Blasetti Nerone 30 6,16
193 Richard Fleischer Le jene di Chicago 43 6,18
192 Dino Risi Il sorpasso 57 6,20
191 Ken Russell The Planets 26 6,21
190 Mauro Bolognini La giornata balorda 37 6,32
189 Joe Dante The Movie Orgy – Ultimate Version 17 6,32
188 John Landis The Blues Brothers 22 6,33
187 Luigi Comencini L’ospedale del delitto 42 6,34
186 Alberto Lattuada Mafioso 32 6,34
185 Edward Dmytryk L’ammutinamento del Caine 35 6,38
184 John Frankenheimer Va’ e uccidi 31 6,38
183 Richard Lester Tutti per uno 21 6,39
182 Yervant Gianikian Su tutte le vette è pace 8 6,40
181 Brian De Palma Scarface 27 6,40
180 John Boorman Un tranquillo weekend di paura 16 6,41
179 Claude Chabrol Ucciderò un uomo 53 6,42
178 Robert Siodmak I gangsters 45 6,42
177 Michael Cimino Il cacciatore 7 6,43
176 Antonio Pietrangeli Io la conoscevo bene 12 6,43
175 Hal Ashby Oltre il giardino 12 6,44
174 Robert Altman Tanner ’88 42 6,45
173 George A. Romero La notte dei morti viventi 15 6,45
172 Joseph Losey Il servo 35 6,46
171 David Cronenberg La promessa dell’assassino 23 6,47
170 Marco Ferreri El Cochecito 29 6,47
169 Stanley Donen Cantando sotto la pioggia 24 6,49
168 Renato Castellani La donna della montagna 14 6,52
167 Gus Van Sant Will Hunting. Genio ribelle 17 6,54
166 Peter Bogdanovich Paper Moon 19 6,54
165 Budd Boetticher I sette assassini 19 6,54
164 Walter Hill I racconti della cripta 20 6,55
163 William Friedkin L’esorcista 21 6,55
162 Mitchell Leisen La signora di mezzanotte 27 6,55
161 Delmer Daves Quel treno per Yuma 30 6,55
160 Mario Monicelli La grande guerra 55 6,56
159 Henry Hathaway Il bacio della morte 52 6,57
158 John Carpenter La cosa 23 6,58
157 Otto Preminger Anatomia di un omicidio 38 6,58
156 John Schlesinger Un uomo da marciapiede 20 6,58
155 Tony Richardson Sapore di miele 18 6,58
154 Don Siegel L’invasione degli ultracorpi 30 6,59
153 Jerzy Skolimowski Thirty Door Key 16 6,59
152 Douglas Sirk Tempo di vivere 35 6,60
151 Richard Brooks La gatta sul tetto che scotta 24 6,60
150 Spike Lee When the Levees Broke 26 6,60
149 John Woo The Killer 21 6,60
148 Roberto Rossellini Roma città aperta 37 6,61
147 Raoul Walsh La furia umana 50 6,62
146 Paolo Taviani Kaos 17 6,65
145 Karel Reisz Sabato sera, domenica mattina 10 6,65
144 Marco Bellocchio Matti da slegare 25 6,65
143 Michael Curtiz Casablanca 69 6,65
142 Sidney Lumet La parola ai giurati 45 6,66
141 Robert Mulligan Il buio oltre la siepe 20 6,67
140 Julien Duvivier Panico 35 6,68
139 Otar Ioseliani C’era una volta un merlo canterino 15 6,69
138 Sydney Pollack Non si uccidono così anche i cavalli? 20 6,69
137 Frank Borzage La stella della fortuna 34 6,69
136 Vasilij Suksin Viburno rosso 5 6,70
135 Jean-Luc Godard Questa è la mia vita 51 6,70
134 Robert Aldrich Che fine ha fatto Baby Jane? 28 6,71
133 Jonathan Demme Il silenzio degli innocenti 25 6,73
132 René Clément Giochi proibiti 19 6,75
131 Arthur Penn Gangster Story 14 6,75
130 Nanni Moretti La stanza del figlio 13 6,75
129 Vincente Minnelli Il bruto e la bella 34 6,76
128 George Cukor Scandalo a Filadelfia 50 6,77
127 John Ford Furore 63 6,77
126 Robert Rossen Lo spaccone 10 6,77
125 Robert Wise Ultimatum alla Terra 37 6,77
124 King Vidor La grande parata 44 6,78
123 Pietro Germi Divorzio all’italiana 18 6,78
122 Wim Wenders Paris, Texas 30 6,78
121 Samuel Fuller Mano pericolosa 21 6,79
120 Ettore Scola C’eravamo tanto amati 27 6,79
119 Bernardo Bertolucci Il conformista 22 6,80
118 Mervyn LeRoy Io sono un evaso 38 6,81
117 William A. Wellman Alba fatale 28 6,82
116 Manoel de Oliveira La caccia 39 6,83
115 Georg W. Pabst Ragazze in pericolo 19 6,84
114 Francesco Rosi Il caso Mattei 17 6,85
113 John Huston Il tesoro della Sierra Madre 36 6,86
112 Nagisa Oshima L’impiccagione 13 6,86
111 Stephen Frears Le relazioni pericolose 21 6,86
110 Bertrand Tavernier Colpo di spugna 22 6,88
109 Rob Reiner Stand by Me – Ricordo di un’estate 15 6,88
108 Vittorio De Sica Ladri di biciclette 30 6,88
107 René Clair Dieci piccoli indiani 22 6,88
106 Rouben Mamoulian La regina Cristina 16 6,89
105 Anthony Mann Il regno del terrore 31 6,90
104 Pedro Almodóvar Parla*lei 19 6,90
103 Louis Malle Ascensore per il patibolo 27 6,91
102 Kenneth Branagh Enrico V 12 6,91
101 Aleksandr Sokurov Le voci dello spirito 28 6,91
100 David W. Griffith Intolerance 12 6,93
99 Gianni Amelio Il ladro di bambini 12 6,93
98 Kim Ki-duk Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera 18 6,96
97 Nicholas Ray Il diritto di uccidere 21 6,96
96 Clint Eastwood Gran Torino 33 6,97
95 Giuseppe De Santis Un marito per Anna Zaccheo 10 6,97
94 Ermanno Olmi Milano ’83 26 6,98
93 Jean Renoir La grande illusione 33 7,00
92 Ernst Lubitsch Vogliamo vivere 39 7,01
91 Carol Reed Il terzo uomo 15 7,01
90 Sam Peckinpah Il mucchio selvaggio 14 7,01
89 Eric Rohmer La mia notte*Maud 29 7,01
88 Sam Wood Una notte all’Opera 19 7,02
87 Maurice Pialat L’amore esiste 12 7,02
86 Michael Mann Heat La sfida 11 7,02
85 Michelangelo Antonioni L’avventura 25 7,02
84 Pier Paolo Pasolini Mamma Roma 23 7,02
83 Roman Polanski Il pianista 27 7,03
82 Aki Kaurismäki L’uomo senza passato 18 7,03
81 Francis Ford Coppola The Godfather Trilogy: 1901-1980 26 7,04
80 Woody Allen Io e Annie 44 7,04
79 Victor Fleming Il mago di Oz 15 7,05
78 Sergio Leone Il buono, il brutto e il cattivo 9 7,06
77 Valerio Zurlini Estate violenta 8 7,06
76 Peter Weir The Truman Show 14 7,06
75 James Whale La moglie di Frankenstein 16 7,08
74 Jules Dassin Rififi 17 7,08
73 Fred Zinnemann Mezzogiorno di fuoco 24 7,08
72 James Cameron Terminator 2 – Il giorno del giudizio 12 7,08
71 Howard Hawks Il grande sonno 42 7,09
70 Nikita Mikhalkov Sole ingannatore 13 7,10
69 John Lasseter Toy Story 2. Woody & Buzz alla riscossa 5 7,10
68 Werner Herzog Apocalisse nel deserto 50 7,10
67 Josef von Sternberg Crepuscolo di gloria 18 7,11
66 Leo McCarey Cupo tramonto 19 7,11
65 Robert Zemeckis Forrest Gump 20 7,12
64 Alfred Hitchcock La finestra sul cortile 51 7,12
63 Andrzej Wajda L’uomo di marmo 21 7,12
62 George Stevens Molta brigata, vita beata 20 7,12
61 Frank Capra La vita è meravigliosa 35 7,12
60 Wong Kar-wai In the Mood for Love 11 7,14
59 Ken Loach Kes 21 7,14
58 Carl Theodor Dreyer La passione di Giovanna d’Arco 16 7,14
57 Claude Sautet L’amante 11 7,15
56 Alain Resnais Notte e nebbia 22 7,15
55 George Lucas Guerre stellari – Una nuova speranza 9 7,16
54 Jim Jarmusch Stranger Than Paradise 12 7,17
53 Takeshi Kitano L’estate di Kikujiro 16 7,17
52 Emir Kusturica Il tempo dei gitani 14 7,17
51 Alexander Mackendrick Piombo rovente 7 7,19
50 Max Ophüls Lettera da una sconosciuta 15 7,19
49 Tim Burton Vincent 18 7,19
48 Rainer Werner Fassbinder Berlin Alexanderplatz, primo episodio 42 7,19
47 Michael Powell Scarpette rosse 22 7,19
46 Terry Gilliam Monty Python 13 7,21
45 Jacques Becker Il buco 12 7,21
44 Fritz Lang M, il mostro di Düsseldorf 42 7,21
43 Theo Anghelopoulos Paesaggio nella nebbia 11 7,22
42 Marcel Carné Amanti perduti 11 7,24
41 Ridley Scott Il gladiatore 23 7,24
40 Ingmar Bergman Il settimo sigillo 58 7,25
39 Jacques Tati Play Time 7 7,26
38 Terrence Malick I giorni del cielo 6 7,28
37 Steven Spielberg Schindler’s List 33 7,28
36 Abbas Kiarostami Close Up 15 7,29
35 Federico Fellini Le notti di Cabiria 24 7,29
34 Ang Lee Vita di Pi 12 7,29
33 Clyde Geronimi La bella addormentata nel bosco 7 7,30
32 Billy Wilder Viale del tramonto 26 7,32
31 Joseph L. Mankiewicz Eva contro Eva 18 7,33
30 Shohei Imamura Pioggia nera 15 7,33
29 David Lynch I segreti di Twin Peaks 14 7,34
28 John Cassavetes Una moglie 12 7,35
27 Zhang Yimou Lanterne rosse 16 7,38
26 Sergej M. Ejzenstejn La corazzata Potëmkin 9 7,38
25 François Truffaut I quattrocento colpi 25 7,38
24 Luis Buñuel I figli della violenza 29 7,39
23 Preston Sturges I dimenticati 10 7,39
22 Henri-Georges Clouzot I diabolici 11 7,39
21 Orson Welles Quarto potere 18 7,39
20 Luchino Visconti Rocco e i suoi fratelli 18 7,41
19 Krzysztof Kieslowski Decalogo 2 35 7,41
18 Mike Leigh Segreti e bugie 10 7,41
17 Yasujiro Ozu Tarda primavera 33 7,43
16 Jean-Pierre Melville Frank Costello faccia d’angelo 12 7,47
15 Kenji Mizoguchi L’intendente Sanshô 21 7,48
14 Milos Forman Qualcuno volò sul nido del cuculo 12 7,48
13 Friedrich W. Murnau Aurora 10 7,49
12 Elia Kazan I visitatori 18 7,51
11 William Wyler I migliori anni della nostra vita 31 7,51
10 Ethan Coen Il grande Lebowski 15 7,51
9 Martin Scorsese Quei bravi ragazzi 32 7,53
8 David Lean Lawrence d’Arabia 16 7,58
7 Robert Bresson Un condannato a morte è fuggito 13 7,62
6 Akira Kurosawa I sette samurai 30 7,65
5 Satyajit Ray La grande città 10 7,69
4 Quentin Tarantino Pulp Fiction 10 7,74
3 Stanley Kubrick Il dottor Stranamore 14 7,77
2 Andrej Tarkovskij Andrej Rublëv 8 7,85
1 Hayao Miyazaki Conan ragazzo del futuro 11 8,13
0 Edgar Reitz Heimat – Via delle alture del Reich 29 8,47

Tim Burton – Da Ed Wood (1995) a Sweeney Todd (2007)

Ho fatto un pò di casino coi film recensiti, ho anticipato Ed Wood che andava in questo post…

Ed Wood. Io ricordavo solo i ciak che dava, Ed Wood: alla prima per lui sembrava tutto fatto bene, e sarebbe cult solo per questo. Ma dove mettiamo i maglioncini in angora? E Bela Lugosi? I tempi di ripresa, i finanziatori, i produttori, i personaggi più che secondari…Vampira!!!! L’ultima volta che l’ho visto ero già propenso a conservarlo in archivio, vediamo come si comporta ai voti, perché pare una delle interpretazioni memorabili di Johnny Depp. A peggiorare la cosa ci sarebbe l’ambientazione, quel cinema da serie C che non ho mai apprezzato, vista la mia ignoranza sui fondamentali. Ma poi, quanti di coloro che apprezzano la nostra Edwige Fenech hanno i presupposti per giudicare ottima Giovannona Coscialunga, al di là della favolosa attrice?

Mars Attacks! La genesi del film, lo spunto, è una serie di figurine degli anni ’50, che spiega l’aspetto degli alieni e la tecnologia. Alcuni penseranno poi al cast di stelle, ma io ci vedo la stessa anarchia di 1941 – Allarme a Hollywood, quindi è bene conservarlo. C’è poi la smitizzazione dell’America, da Jack Nicholson presidente bolso allo sconosciuto attore che interpreta l’imprenditore del casinò, che farebbe trovare un Dom Perignon nella limousine che aspetta i capi alieni, al soldato Jack Black che muore piuttosto male e la sua famiglia che gli fa subito l’altare: ci vedo del dissacrante… Speravo fosse il migliore della filmografia del regista, ma manca la maturità, e gli perdono l’impossibile approfondimento dei personaggi.

Il mistero di Sleepy Hallow. Si, ci sono dei salti nelle mie visioni, perché la tv, gioia e disperazione del sottoscritto, non ha trasmesso, in questi anni, Il pianeta delle scimmie, ma spero sia una lacuna poco importante. Si parte bene, si prosegue in modo interessante, si finisce col disinteresse. E’ tutto nelle mani di Johnny Depp, è tutto nel suo ruolo, perché passare da uno che anticipa la scientifica dei polizieschi ad uno che accetta con pochi drammi un cavaliere senza testa è un passaggio oscuro. La trama si complica per gli altolocati e per l’albero genealogico del villaggio, quindi il disinteresse esce fuori scemando tutto il coinvolgimento. Sarebbe un film da 7,04, secondo i voti del mio foglione elettronico, superato solo dal prossimo film del post.

Big fish. Le storie di una vita incredibile. Ecco, ci vuole un racconto, una storia, un fantastico motivabile per amare Tim Burton. Io adoro questo film, perché da far vedere a coloro che raccontano balle a tutti: voglio vedere la loro sorpresa nel finale, quando anche il figlio accetta tutto, inopinatamente. Un funerale così non mi emozionava dai tempi di Schindler’s list, e le lacrime si bloccano solo per un happy end imprevisto, con un pesce fuor d’acqua che accetteresti come padre. Si dice che Ewan McGregor assomigliasse ad Albert Finney da giovane, ma non penso che bastasse per una storia di lutti vissuta dal regista e dallo sceneggiatore.

La fabbrica di cioccolato. Finalmente hanno senso, gli Humpalumpa, i personaggi più cattivi del remake: con quale sarcasmo accolgono la dipartita dei ragazzini, o per meglio dire la punizione? A me fanno più paura loro (lui) che Willy Wonka, perché conservarsi dei premolari così, per rispetto del padre, parte di una dentatura ostentata, con un taglio di capelli peggiore solo di quello di Javier Bardem in Non è un paese per vecchi, un colorito strano, sono cose da Depp e Burton, normali nel bizzarro. E quei colori sono ancora solo toni di buio, nient’altro, quel rivolgersi a Dickens per il ragazzino perdente in partenza e vincente per esclusione è qualcosa che ti mette un pò in pace con la parte più pessimista del regista.

Sweeney Todd. Confrontate pure il Johnny Depp de La fabbrica con questo film, un musical dai toni di nero profondo in cui l’attore ha un muso da cattivo, vabbè, ma anche da depresso. Non l’avevo mai visto così, neanche in un film di Burton, ed è tutto dire. Tutto si risolleva con la Helena Bonham Carter, unica a migliorare le cose, se possibile, ma il resto è solo nero, ed il finale neanche si può immaginare, perché non c’è fine al peggio, anche le eventualità più cupe vengono travolte da quel rasoio. Le canzoni come al solito mi hanno interessato pochissimo, tranne una, nella parte centrale, una specie di bolero, altrimenti è totale pessimismo e disinteresse. Non penso di conservarlo, ma andava rivisto.

In Top 2500:

  • Ed Wood in 2158a posizione
  • Mars Attacks! 2119°
  • Il mistero di Sleepy Hollow 1819°
  • Big fish 574°
  • La fabbrica di cioccolato 1527°
  • Sweeney Todd 1825°

 

 

Tim Burton – Da Frankenweenie (1984) a Nightmare before Christmas (1993)

Toh, Gegio si è rimesso a guardare film…In attesa della bassa stagione del blog ho fatto altro, come per esempio calcolare i voti dei bravi registi, perché da una Top 2500 si arriva anche a questo….

Frankenweenie. Una chicca trasmessa da Fuori orario, l’originale del film uscito quest’anno, quest’ultimo una rivincita, a quanto pare, del regista, che se l’è visto rifiutare dalla Disney…Si, lui lavorava lì, ancora prima della rivoluzione dello studio, e si annoiava forse. Frankenweenie è un cortometraggio horror che riprende il dottor Frankenstein, ma lo fa diventare bambino, e la creatura è un cagnetto. Già da qui, nemmeno al primo film importante, si capisce qualcosa del regista: atmosfere, cimiteri, effetti visivi, tutto sembra anticipare ciò che avremo visto più tardi.

Pee Wee’s big adventure. Ancora Fuori orario, ma con più impegno da parte del regista. Pee Wee è un piccolo idiota, un quattordicenne col corpo di un adulto che vive in un mondo tutto suo, con una risata irritante, i colori adatti, una casa automatizzata e una bicicletta piena di gadget. Tim Burton è disturbante, si sa, e non lo apprezzo proprio per questo, ancora di più quando la storia non è sua e quando ritrae un personaggio se non positivo almeno popolare. Io avrei fatto carte false per non affrontare Pee Wee, non mi fermerebbe nemmeno la scena finale, negli studios della Warner. Qui Burton conosce Danny Elfman.

Beetlejuice – Spiritello porcello. Ieri ho commentato da Bollalmanacco il suo post sugli horror dell’81, una quaterna veramente fenomenale, a partire da La casa. Nell’88 invece, ho letto dal Castoro, ci furono diverse storie di fantasmi, e Beetlejuice poteva essere lasciato indietro, se non fosse che il mondo inventato sia perlomeno accattivante e abbastanza coinvolgente. No, non sto parlando del bio-esorcista, o come diavolo si chiama, e nemmeno della bellissima Geena Davis, ma di una serie di invenzioni, come ciò che c’è dietro le porte, che ne fanno un bellissimo horror da ridere. Poi, volete mettere la giovane Winona Ryder? E la canzone di Harry Belafonte? Effetti visivi impressionanti per gli anni ’80.

Batman. Dopo la consacrazione nel post dedicato ai generi più bistrattati della Top 2500, avevo veramente voglia di affrontare questo film. Il dilemma è questo: meglio il Joker di Nicholson o quello di Ledger? Bella domanda, da un milione di dollari…e se separassimo l’attore del primo Batman dalla sceneggiatura del remake? Jack c’ha messo del suo, si vede dalla battuta sul danzare al plenilunio, ma anche Heath…Chi vince? Burton ha pensato ad una Gotham buia e complicata, ai colori vivacissimi del Joker, ma al di là di questo? Nolan c’ha messo un pò di introspezione, una bella trama, quindi…Ne esce un vincitore? Si, il botteghino…e pure Michael Keaton, a quanto pare, per tutti gli altri attori che dovevano intepretare l’uomo pipistrello, a partire da Daniel Day-Lewis (ma pure per Vicky non si scherzava: ci avreste visto Mia Farrow?).

Edward Mani di forbice. E’ così che inizia il mio rapporto con Tim Burton, nei lontani primi anni ’90. Ok, la discussione sulla normalità, ok, il conformismo dei giardinetti, degli uomini alle tagliaerba, di quelli che tornano alla stessa ora a casa, e le mogli, la Avon, le imprese da aprire, ma sono Johnny Depp e la Ryder (e pure sua madre nel film) a rendere tutto insopportabile, con una storia d’amore normale nell’anticonvenzionale. Ed Edward non è un freak troppo freak? Non ci vuole un pò di approfondimento nel come viene accolto a casa, in paese? E tutti i personaggi non vi sembrano solo abbozzati? E Tom Cruise, ipotizzato per il ruolo principale, non poteva così affossare la sua carriera e/o vincere l’Oscar?

Batman – Il ritorno. Pinguino, e per me siamo alla pari col Joker di Jack Nicholson. A dire la verità non ricordo tanto altro: sarà perché l’ho visto all’opera già alcune settimane fa, o perché il film è meno memorabile del primo della prima saga?

Nightmare before Christmas. Io amo Hayao Miyazaki, è una scoperta recente che mi mette in pace con l’animazione, finalmente, per la Pixar dipende da titolo a titolo e per la Disney è una vecchia questione di infanzia andata male. Cosa c’entra questo con Tim Burton? Non amo tantissimo l’altra animazione, ma sono obbligato ogni tanto a parlarne. Il passo uno (e ci metto pure la plastilina) è una tecnica affascinante, ma ciò che ne esce spesso non mi entusiasma. In questo caso è la storia, la trama a far la differenza, perché prendere i mostri di Halloween che rapiscono Babbo Natale è geniale, come Jack che scopre la felicità e i regali dell’occasione. Ecco, qui c’è del genio, perché solo una mente contorta come Tim Burton può pensare a cose del genere. E forse non ci voleva proprio un film colorato, solo toni di buio e di nero, come lui sa fare.

In Top 2500:

  • Frankenweenie in 2072a posizione
  • Beetlejuice 2471°
  • Batman 1110°
  • Edward Mani di forbice 578°
  • Batman – Il ritorno 573°
  • Nightmare before Christmas 424°

Dai Tornei – Ridley Scott

Partecipazione massiccia del regista, ma ho sempre pensato che sia quasi esclusivamente per il consenso che trova comunque presso il pubblico.

Nel primo Torneo era in gara con 4 film: Alien, American gangster, Il gladiatore e Blade runner, testa di serie. Cosa poteva fare il secondo film del regista contro Krull? Contro E.T. ha avuto qualche difficoltà, e vince di misura anche contro Full metal jacket, poi, in uno scontro a 10 ha fatto una figura migliore solo de Il buono, il brutto e il cattivo. American gangster ha stravinto contro uno sconosciuto, 16 years of alcohol, poi niente da fare contro The departed, ed è il vecchio ritornello dei Crime. Il gladiatore ha superato I sette samurai, Rosemary’s baby, Rocky, poi perde in semifinale.

Blade runner è entrato a metà Torneo, ha vinto 15 a 10 contro 2001: Odissea nello spazio, in semifinale secondo più votato, ma si blocca prima della finale.

E gli Oscar? Ricordate, voi votanti, che le nomination erano prese dall’Academy? Ogni tanto gli concede qualche premio, ma vediamo nel dettaglio i nostri premi. Alien ha messo d’accordo i partecipanti e l’Academy per gli effetti speciali. Blade runner è stato preferito, per la stessa categoria, a E.T. ….devo aver combinato qualche casino, viste le nomination e la loro assenza dal tabellone del Torneo. Per Thelma e Louise alla regia gli è stato preferito Il silenzio degli innocenti, è stata premiata anche Jodie Foster, quindi niente premi alla Sarandon e alla Davis, ma si arriva a lodare la fotografia. Il gladiatore ha vinto il nostro Oscar per la colonna sonora, gli si è preferito, in un’acclamazione, La tigre e il dragone per la fotografia, ma lo si è premiato, d’accordo con l’Academy, per gli effetti speciali. Joaquim Phoenix lo si è preferito a Benicio Del Toro di Traffic, altro premio condiviso per Russell Crowe e come miglior film, ma niente alla regia di Scott.

Secondo immenso Torneo dei film, tornano Il gladiatore e Blade runner, new entry del caso Nessuna verità, eliminato da subito con un voto di 2,88/5. Il gladiatore scompare nella prima fase, quando si son dati i voti nello scontro tra Cavalli e segugi e Epifanie (3,75 su 5), e viene quasi doppiato per la colonna sonora da Il ritorno del re. Blade runner ha il voto più alto nel suo form (4,83 su 5), si scontra e vince contro Arancia meccanica di un voto, vince un’altra volta contro 2001: Odissea nello spazio, poi i premi divisi: Scenografie, Montaggio, Fotografia, Sceneggiatura, Attore ed attrice non protagonista, Attore protagonista e Regia…una caterva di premi interrotta solo dal confronto con Eternal sunshine of the spotless mind, vincitore nella categoria Trama.

 

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