L’uomo che visse nel futuro

Quante volte l’ho visto…La prima dev’essere stata poco dopo l’adolescenza. Un film del genere non richiede tanta maturità, anche se quella volta non dovrei aver capito i riferimenti alla cultura, alla legge, all’impegno, presenti quando il nostro viaggiatore ritrova l’umanità dopo 800000 anni. Si, avete letto bene, hanno fatto gli sboroni: non uno spostamento nel passato, che avrebbe incasinato tutto, anche nel futuro alternativo che si sarebbe creato, ma un viaggio di centinaia di migliaia di anni. Forse è stato questo ad attrarmi la prima volta, ma non ne sono sicuro. Affascinante però proprio per questo, visto che di recente si risparmia sugli anni di destinazione dei viaggi nel tempo. Ci sono alcune ingenuità attoriali, ma tutto viene tralasciato per gli effetti speciali, forse neanche troppo costosi se bastava fissare la cinepresa su una candela e un orologio per alcune ore.

Un tuffo nel passato veramente godibile. E lasciate perdere il remake.

Un pensiero su “L’uomo che visse nel futuro

  1. Sembrano parole uscite dalla mia bocca…

    un film che ho visto quando ero poco maturo e che mi è piaciuto subito anche per la morale di fondo. E’ uno dei miei preferiti…

    Il remake mi ha disgustato non poco…

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