Mammuth

Sono sempre interessato a Gerard Depardieu e alle sue imprese, dal set in giù, a tavola come nella vita. Chissà come ho iniziato a frequentarlo…Ora avrà almeno 60 anni, e non gli affidano il ruolo di padre, di nonno, ma quello di pensionato fresco fresco. Solo che gli mancano i contributi, e deve andare a cercarli in imprese dove ha lavorato negli anni ’70. Fosse solo questo, direte voi…Lo fa in moto, col ricordo di una ragazza morta a causa sua (splendida Isabelle Adjani), con l’appoggio e l’insistenza della moglie, con un metal detector e la stupidità con cui ci hanno abituati i registi, Gustave Kervern e Benoit Delepine, quelli di Louis-Michel. Si riprendono l’attrice del precedente film e inseriscono un protagonista di lusso che almeno in fatto di impetuosità non è da dimenticare: Depardieu che fa quello che vincerebbe il secondo premio al campionato degli stupidi proprio per la sua stupidita è immenso, anche perché ormai gli danno il ruolo nazionalpopolare di Obelix, al quale si prepara da anni e anni. Ci sono delle scene bellissime, stupende, e riprese e fotografia sono originalissimi; ci vedrei bene un Tony Scott o Jerry Bruckheimer a fissare quelle inquadrature, per certe scene che sembrano durare anni. E non mi riferisco al disgusto per alcune trovate della trama, ma alla fantasia legata ai pochi evidenti mezzi.

Uscito il 29/10/10.

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