L’anatra all’arancia

Ugo Tognazzi sarà sempre uno zio acquisito, per motivi oscuri che risalgono alla mia infanzia, quando lo credevo veramente mio parente, oltre ad essere quello di Amici miei. Dopo i primi due film di zingarate il nostro si è preso una vacanza con la Vitti, con un rapporto sceneggiato alla modern way. Avrà pure fatto scalpore all’epoca, per quella leggerezza tra i due, il francese e la segretaria, e sembra che ci siano gli stessi scherzi, ma non mi ha lasciato tanto soddisfatto. Ugo era sempre avanti nel modo di vivere, un anticonformista intelligente negli anni ’70, che non si serviva di proteste, di ribellioni plateali, di prese di posizione, ma con quell’ironia e quella testa, come parte della corpo ma anche come cervello, poteva andare dovunque.

Questo dovrebbe essere un titolo must e cult per l’attore, con quelle sue peculiarità culinarie, ma ricorderò meglio i suoi Amici miei.

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