Io e Dustin Hoffman

O Last chance Dustin. Non posso che iniziare dall’ultimo film visto con lui, Oggi è già domani, o Last chance Harvey, perché avrà pure un esilo filo che lo tiene insieme, ma, come dice Daniele Silvestri in una sua canzone, “io c’ho le forbici” e mi sono negato, in un moto di orgoglio, il secondo tempo, pur sperando che la sottotrama del polacco aggiungesse qualcosa di originale, o che svoltasse nel fantasy. No, siamo davanti alla solita storia d’amore senza fiocchi, senza fronzoli, senza niente, dico niente di originale.

Pare strano ma anche lui, per vecchiaia o per disimpegno, non attira la mia attenzione per tutto ciò che ha fatto negli ultimi anni. A dirla tutta ho cancellato direttamente diverse cose, come Profumo – Storia di un assassino, e Mr. Magorium era tra i peggiori per qualche critico, non ricordo quale. Recentemente mi sono sorbito lui e De Niro in Mi presenti i tuoi? cosa imbarazzante da ammettere pure nell’anonimato della rete. L’exploit, perché con una certa quantità di film fatti lui, De Niro e Pacino, non è detto che non ne azzecchino uno, è per La versione di Barney, il ruolo per cui vorrei ricordarlo, ma andando indietro nella sua filmografia, dopo questa pagina, ti domandi perché agli esordi il trio abbia dato il meglio di sè, e ti viene una doppia nostalgia per i tempi de Il laureato.

Non penso di aver iniziato così con lui, anzi, pensavo che non avrei mai pensato alla sua estate, alla madre o alla figlia, al matrimonio rovinato ed al silenzio sull’autobus. Insomma, fino all’altro giorno non mi piaceva, ma non penso che la nostalgia venga fuori per l’oggettiva inutilità degli ultimi titoli.

No, posso dire che tutto è partito nel ’97/’98, e ricordo con un certo disappunto Sesso e potere, ancora con De Niro, e posso capire i servizi segreti che lo prelevano alla fine del film, in cui interpreta un produttore hollywoodiano che organizza una finta guerra per motivi elettorali.

Ma devo andare più indietro, non penso di averlo conosciuto così, era dai primi anni ’90 che, nel bene e nel male, mi stava davanti agli occhi….Mi correggo, fin dalle medie!!! Un professore illuminato, oppure uno che si meravigliava dell’utilità del vhs in caso di sciopero degli insegnanti, ha iniziato la mia incomprensione verso Dustin Hoffman con Tootsie: mai capito, anche se l’ho rivisto prima di aprire il blog…

Forse ci sono: l’incomprensione per il cinema, o la fama di Tom Cruise, probabilmente hanno fatto sì che Rain man – L’uomo della pioggia divenisse il primo film consapevolmente visto con il nostro. Non ne avevo grandi ricordi, e posso capire perché: il giovane attore era insopportabile nella prima parte, e la moda, le Ferrari, la colonna sonora, i casinò, non permettevano di apprezzare la solita prova di attore da Oscar, credo citata peraltro in Tropic Thunder, quello con Ben Stiller. Qualche giorno fa però l’ho rivisto, e non era brutto, se non si tiene conto delle cose di cui sopra, anche se non penso sia stata la seconda volta che lo vedevo, tanto ricordavo certi momenti, certe scene. Ultimi scampoli di anni ’80, con una affascinante Valeria Golino, soprattutto per la voce, roca quanto basta.

Non penso di averlo visto in Dick Tracy, e Hook – Capitan Uncino mi è sfuggito, figurarsi Billy Bathgate – A scuola di gangster, dovevo prima vedere i fondamentali…

Quindi è arrivato il primo videoregistratore, e le cassette di Repubblica da 10000 lire. Eroe per caso è finora il secondo titolo che salverei, e come al solito mi sono perso la sua riproposizione su Rete4 delle scorse settimane. Un pò bastardo, un pò brava persona, forse non è stato il caso a farmene dimenticare negli anni a venire, quindi fino al 2004 dovevo vedere tutte, proprio tutte le sue interpretazioni, anche se non sapevo se in Sleepers era l’attore o il suo personaggio a farmi dubitare. Evito qualche parola per Virus letale, o per Mad city, e vorrei approfondire Sfera, fantascienza sottovalutata eppure validissima, in cui faceva lo psicologo un pò trafficone, un pò intelligente. Quasi quasi lo metto il lista per rivederlo, perché lì era molto convincente, o forse era per la trama, nient’affatto banale.

Era il lungo inverno ’97/’98, ripeto, quello da 5/6 film al giorno, quello del vhs, e non potevo non andare indietro, quando Rete4 mandava veramente in onda dei Bellissimi, quindi la parte più bella della filmografia di Dustin: Il maratoneta, Tutti gli uomini del presidente, Papillon, Piccolo grande uomo sono i titoli immancabili per un appassionato, e per giunta di qualità. Lenny, Cane di paglia, Kramer contro Kramer sarebbero arrivati negli ultimi anni, e dei tre ricordo volentieri il secondo, perché una faccia semplice come la sua non si può inserire a priori in un film di Peckinpah. Poi sono arrivati pure Ishtar e John e Mary (quello da salvare del ciclo a lui dedicato) ma ormai siamo quasi ai recuperi, perché, come per Al Pacino, riesco a risalire a quanti film ho visto con lui: 30 su 43, con l’assenza quindi, tra gli altri, di Un uomo da marciapiede, Alfredo, Alfredo e Morte di un commesso viaggiatore.

Menzione finale per Il laureato, perché non l’ho mai capito, perché non mi sono laureato ed ho un’educazione sessuale diversa, ma non posso dimenticare la colonna sonora, o i primi momenti della storia con la madre, montati benissimo. Ok, John e Mary, ma Il laureato, che fine fa?

2 pensieri su “Io e Dustin Hoffman

  1. Io ho conosciuto Dustin Hoffman grazie alla sua interpretazione di Capitan Uncino e leggendo i vari titoli inseriti nel post mi sono resa conto che ho visto ben poco: "Eroe per caso" lo vidi da piccola in tv, ma non ho molti ricordi, anzi nessuno; ho visto "Il laureato" e "Rain man", leggendo la filmografia risulta "Giovanna D'Arco" di Luc Besson, ma non ricordo cosa ha interpretato quindi non so se considerarlo o meno… e basta, che vergogna! Un po' alla volta devo rimediare.

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