Martin Scorsese – Parte II

Vuoi che la sfortuna, che mai mi ha perseguitato negli ultimi mesi, se non per qualche film, torni per Martin Scorsese? Già la filmografia era incompleta, diversi titoli sono in Top 100, e in più: L’età dell’innocenza registrato e rippato con audio della lingua inglese, magari è un piacere per coloro che la sanno, ma io…Al di là della vita rippato e solo la prima mezzora guardabile, perché il file mkv se ne và velocissimo per i fatti suoi; Gangs of New York? Neanche nei vecchi dvd dall’analogico l’ho registrato, e in questi tre anni neanche un pò di fortuna dalla programmazione tv; ho visto comunque The aviator, in anticipo di qualche giorno, e ce l’avevo in doppia copia.

Ma poi, è meglio leggere di film prima o dopo la loro visione??? Dubbio amletico direi, o almeno un gatto che si mangia la coda…

Il colore dei soldi. Il film più commerciale di Scorsese, ma nel Castoro si arriva a paragonare il biliardo ai biglietti verdi, si vede anche qui una certa critica al sistema e si parla di come Paul Newman, che voleva fare tutto a tavolino, incontrò un astro nascente e pure già antipatico, un Tom Cruise con dentatuta imperfetta ma modi che avremo conosciuto assai nei decenni a venire. Io c’ho visto pure Eddie lo Svelto, quella nostalgia, quella crescita che credo nessuno si aspettava. Non so voi, ma io lo metto insieme a Rain man – L’uomo della pioggia, come strano caso di film da amare ed odiare degli anni ’80. E non ditemi che non avete mai corso intorno ad un tavolo verde…

Cape fear. Il promontorio della paura. Un centinaio di vecchi dietro e davanti la cinepresa, da Saul Bass a Gregory Peck, mentre De Niro è più muscoloso che mai, cattivo e tatuato in modo osceno. Nel Castoro i dubbi che avevo sul suo personaggio sono esplicati in maniera intellettuale, mentre io stavo dietro solo alla giustizia. C’è un sacco di perversione, e non solo lì. La diciasettenne Juliette Lewis è della partita, in una delle scene che, non mi spiego come mai, non hanno mai censurato, in tutte le volte che l’ho visto, dall’inizio degli anni ’90. Nel libro poi si parla della figura che fa la polizia, o in generale l’ordine, quindi ce n’è per tutti. Avevo pure visto l’originale, ma la violenza del decennio appena iniziato, a partire da Tarantino, direi che lo fa capostipite di un sottogenere che per fortuna è sfumato da un pò. E la colonna sonora?

L’età dell’innocenza è una grave lacuna, come già detto, e credo di inserirlo nel ciclo Daniel Day-Lewis.

Casinò. Ci pensate che l’ho visto con amici la notte di Capodanno, quasi tutto d’un fiato? Un amico ha pensato che Martin Scorsese non è esattamente per lui: troppa violenza, la mafia, i grandi mezzi…Aggiungeteci il melò, la fine dell’organizzazione per mano della finanza (ma non era una cosa diversa per Coppola?), tre protagonisti che avrei volentieri premiato tutti con l’Oscar, una diva, l’ultima secondo il Castoro, che forse è doppiata benissimo, colori, luci, ambienti, cinepresa più sfavillanti che mai, e capirete perché passerei volentieri un’altro San Silvestro così, magari in solitudine. Le alternative proposte erano Il mio vicino Totoro, La città delle donne di Fellini e poco altro. Prima c’è pure stato tempo per Drive di Refn…

Kundun. Direi che il Castoro lo stronca, ma se non fosse stato così biopicizzato, così normalmente cinematografico, le pagine di storia sul Dalai Lama e sul Tibet avrebbero comunque meritato un sunto. Il regista sarà stato anche quello sbagliato, ma un bignami su come si arriva alla reincarnazione ci voleva. Mao appare grandissimo e con le scarpe buone, ma anche così si capisce dove vogliono arrivare i cinesi. Poi, alcune scene sono di mirabile fattura, e non parlo solo della panoramica del sogno di massacro del protagonista. Scorsese è un ecclettico, e l’avrei capito benissimo anche col film successivo, se non fosse che Al di là della vita si ferma alla prima mezzora.

No, niente Gangs of New York, e mi chiedo se questo ciclo ha senso…

The aviator. Grandioso? Limitato? Scenograficamente perfetto? Dibattuto? Foriero di giudizi contrastanti? Howard Hughes si è fatto diverse belle donne, ma già nel Castoro, ad esempio, si parla della sua bisessualità. Si parte da Gli angeli dell’inferno, la più grande produzione dell’epoca, ma non si cita Orson Welles, rovinato anche dall’aviatore. Si finisce con l’Hercules, ma non si và oltre, a come James Ellroy ha immaginato il suo ruolo nelle sporche vicende tra anni ’50 e ’70. E’ una mezza agiografia, compensata solo dal fascino che una persona così può indurre in chi vede solo un lato della medaglia. Stiamo parlando di Scorsese? SI, appunto!!!! Dov’è finita la sua violenza, a parte la pornografia della scena dell’incidente? Niente cinismo? Niente critica, perlomeno ai soldi? Un prodottone su commissione, di Leonardo di Caprio, quindi forse si meritava la non vittoria agli Oscar.

In Top 2500 (qui si parla dei film che ho visto, perché altrimenti dovrei postarla per intero…ok, l’avevo promesso, e magari tra qualche giorno lo faccio):

  • Casinò 152°

4 pensieri su “Martin Scorsese – Parte II

  1. è evidente la simpatia di Scorsese per Hughes
    ma non è solo quello il motivo per cui il film è piaciuto tanto a Hollywood: è la celebrazione degli anni d'oro del cinema (1927-1947), dall'introduzione del sonoro a L. B. Mayer e a K. Hepburn (bravissima Cate, giustamente oscarizzata)

    • Beh, passa tutto subito in secondo piano, forse per troppe cose, forse per Leonardo Di Caprio che non ha ancora vinto un Oscar, forse per la Hepburn,….

    • No, io non ho saltato così per volontà. La linea editoriale del blog non permette sgarri, quindi tutti gli altri film di Scorsese, e a pensarci sono parecchi, sono già in Top 100, mia meta finale, mio obiettivo ultimo. Casinò è l’ultimo film di mafia, nient’altro, che vuoi che sia…

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