Alfred Hitchcock – Parte IV

Quanti giorni….Ho impiegato diverso tempo per finire questo post perché sto lavorando alla prossima stagione bloggara, alcune cose meritavano di essere fatte ed altre mi interessano più del dovuto. Spero di dedicare l’intera giornata a Hitch, spero di finire con lui entro domani…

Delitto per delitto – L’altro uomo. Rinascita, ingegno ed infine doppio: tre parole che sembrano star bene per questo film. Rinascita perché dopo Paura in palcoscenico non sembrava che il regista potesse più fare thriller come ricordiamo, o che arrivasse al successo. Obiettivi raggiunti senza troppa fatica, se non aver fregato Patricia Highsmith e Raymond Chandler, due che non si possono non citare, una per il soggetto, l’altro per una bozza della sceneggiatura. Ingegno, perché gli occhiali sui quali si intravede lo strangolamento, e la scena della giostra sono girati benissimo, roba che neanche oggi vedreste senza troppi effetti speciali. Doppio, perché c’è dappertutto, fin dal cameo di Hitch e a seguire, senza andare troppo in profondità, senza avere un buon occhio. Ma io mi fermerei al bad guy del film, perché la sua psicopatia, al momento, è superata da vari altri personaggi (mi viene sempre in mente, in questi casi, il Cody di Cape fear), sicuramente, ma gli spunti, la censura (riguardante forse anche il rapporto con l’altro personaggio principale), i tagli e ciò che non ci è spiegato, sono la punta di un iceberg. Il nostro buono invece è indaffarato, e la sua nuova famiglia sono solo normalmente in secondo piano, mentre il padre assente dell’altro è un peso ancora più gravoso se si prende in considerazione il rapporto con sua madre. Uno strano thriller, più veloce di quanto non ti aspetti, in fin dei conti, ma che credo riesca ad avere un buon voto.

Delitto perfetto. Si, sembra che l’incipit di Delitto per delitto abbia aiutato il regista, ed io mi chiedevo se i titoli di testa erano sbagliati, se l’idea è solo tornata…No, siamo da altre parti, anche se qui, fino al finale pare tutto quieto, nel senso del thriller, nel senso di Hitchcock. Per un McGuffin si combina infatti una soluzione piuttosto ardita, e potete lasciar perdere l’amante, il ricatto, l’assassinio, le indagini, la condanna e le ipotesi un pò tardive. No, mi si strapazza la Grace, e dalla vestaglia da notte si arriva al dimesso abbigliamento da imprigionata, quando ormai è quasi tutto finito e sta per andare sulla forca. Un ultimo colpo di scena ci voleva, ma con lo spiegone dell’Ispettore, potreste comunque non capirci niente, potreste ritrovarvi a schiacciare il tasto Rewind. La Kelly era un’altra bionda, ma la collaborazione non si fermava qui, e il rapporto col regista è stato tra i migliori mai avuti con il “bestiame” attori e lontano dalla moglie Alma. Da qualche ora mi sono reso conto che la biografia di Spoto non si dilunga troppo nei film, forse dovevo andare sui Castoro. Notizia del giorno è la riproposizione del film in 3-D, proprio come fu girato. Già, c’è stata un’altra antica stagione dello tridimensionale, e l’unica location vi può far immaginare qualcosa a proposito della cinepresa…

Caccia al ladro. Sto leggendo Il lato oscuro del genio, biografia di Donald Spoto, e sono arrivato alle riprese de Gli uccelli. E’ strano come in La donna che visse due volte c’abbia messo l’intera anima, mentre fu Tippi Hedren a metterci anche il corpo, oltre che l’anima, visto che era un’altra bionda nelle mani di Hitch; invece per Caccia al ladro, quasi un divertissement per il regista, ci sono poche parole, se non quella del famoso broncio del regista, uno dei pochi invitati al matrimonio di Grace Kelly e pure uno dei pochi ad averlo rifiutato. Lei è bellissima, la donna del giorno di Gegio, ma oltre a questo, oltre agli abiti meravigliosi da lei scelti, vedo poco altro. Non credo sia un filmone, più che altro ritengo sia un prodotto commerciale con qualche speculazione eccessiva da parte di tutti.

L’uomo che sapeva troppo (1955). Si sarà divertito, il nostro, in Marocco? Da quanto si legge sulla biografia, si sa che non mangiava niente che non provenisse dalla sua patria, ma i viaggi, per dovere, piacere o cinema, sono sempre stati un suo toccasana. L’introduzione del film è lunghissima, oltre 25 minuti, e mi sono domandato, nel finale, se mi piace di più il lato oscuro o quello più divertito di Hitchcock. Anni orsono avrei detto che chi mi toccava questo e Intrigo internazionale non capiva niente di cinema, ma le cose cambiano, per fortuna, e credo che riesca ad avere un punteggio più basso rispetto all’originale. Doris Day, un’altra bionda: per questo film l’ha senz’altro aiutata nell’immedesimazione l’avere un figlio ancora bambino, altrimenti con il regista era una serie di incomprensioni devastanti.

Psyco. O Psycho??? Il film che tutti hanno visto, perlomeno senza sapere chi l’ha diretto. E’ una tappa fondamentale per tutti, da chi ama l’horror a chi vuole capire Hitchcock. E’ un film autoprodotto che ha incassato tantissimo, all’epoca, anche se la critica non l’aveva ben capito. Sono passati 50 anni e noi stiamo qui a ricordarci, se abbiamo fatto i compiti per casa, della scena della doccia, degli archi di Herrman, del montaggio, della censura, di Janet Leigh. A me non è mai piaciuto troppo, forse supererà, coi voti, gli altri film della cinquina, ma è da anni che preferisco altri film del regista.

Naturalmente La finestra sul cortile, La donna che visse due volte e Intrigo internazionale sono in Top 100, quindi ne parlerò (molto) più avanti, forse l’anno prossimo.

In Top 2583:

  • Delitto per delitto – L’altro uomo: 462°
  • Delitto perfetto: 1356°
  • Caccia al ladro: 1226°
  • L’uomo che sapeva troppo: 452°
  • Psyco: 142°

 

 

 

5 pensieri su “Alfred Hitchcock – Parte IV

      • per motivi tecnici che non so spiegare (forse una maledizione maya rimbalzata male) il mio commento si è spezzato a metà
        VOLEVO DIRE che L'UOMOecc e Caccia al ladro sono bellissimi, ma PSYCHO li sovrasta; non c'è gara!

        • Già, dovevo immaginarlo Marco, perchè è dalla notte dei tempi che lo proponi nei Tornei. Una condivisione di gusti con BlaBla che và oltre, fino a ipotizzare un inserimento di Hitchcock tra i migliori registi del periodo, nei termini dei voti dei soliti noti. Vedremo…Domani intanto posterò la prima tabella delle loro classifiche annuali. Si parte dal 1919.

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