Riflessioni dovute

Prima dell’immenso ciclo dedicato all’America voglio sintetizzare un pò di pensieri che mi hanno accompagnato nelle ultime settimane. Ci sono argomenti che non posso approfondire, per ovvie ragioni di completezza degli “stimoli”, ma penso che guardare certi film con metodo possa portare inevitabilmente a ragionare.

Sul razzismo ho visto Il colore della libertà, La casa di sabbia e nebbia, ma altri titoli come Grido di libertà, Il buio oltre la siepe, Vai e vivrai, Un bacio appassionato, completerebbero benissimo il ciclo e stimolerebbero le mie riflessioni. Il problema è nel dvd-recorder, che a volte fa i capricci. Se si parla di razzismo non si deve solo citare il Sudafrica, massimo esempio, finchè c’era l’apartheid, di dittatura razziale. Ora come ora mi viene in mente l’India, per cui mi chiedo se esista ancora l’effettiva divisione in caste. Ma noi in Italia siamo evoluti: appena un marocchino viene messo immezzo per la scomparsa di una ragazzina, lo si accusa, e si fanno le solite generalizzazioni sull’etnia; appena una rom scompare NON le si dedicano ore e ore di tv pomeridiana, “perché chissà quegli zingari cosa ne hanno fatto”. Siamo più sottili, a volte più grossolani: l’evoluzione della specie si vede…

Ho poi dedicato un ciclo alle radici dell’Europa come la conosciamo, ma senza andare troppo in profondità nella storia. Il labirinto del fauno non è solo un film fantasy, è anche uno scorcio sul franchismo, per cui sembra che solo altrove, non qui in Italia, le dittature siano state crudeli. Anche i personaggi che abbiamo esportato, a volte, creano degli “imbarazzi”, e non serve scomodare gli scienziati nazisti per coloro che rimangono affascinati dal tedesco che appena ha una divisa addosso ripete, come i cani di Pavlov, il saluto a mano tesa. L’allievo non è solo un ragazzino…Il passo sospeso della cicogna: noi europei non siamo nati automaticamente da Napoleone, o dalla divisione tra democrazia e comunismo, da Occidente e Est; siamo nati anche da luoghi in cui la cittadinanza non è definita, in cui capitano anche politici di rilievo, per ragionamenti che portano a conseguenze estreme, per cui si perdono tutti i privilegi che uno scranno in Parlamento può dare. E’ facile parlare di Unione europea, ma anche noi occidentali, oltre al franchismo, alle dittature, alla divisione Est-Ovest, abbiamo avuto i nostri casini: l’Irlanda ad esempio, dove Michael Collins poteva girare in bicicletta in tight con i pensieri tutti rivolti all’indipendenza, attuando un terrorismo che solo il ritmo del film porta a considerarlo più indolore che rapido. Il mito romantico dell’eroe…E pure lì la politica si è data da fare.

In America poi il problema del sesso sembra aver attraversato decenni, se Kinsey, da biologo, voleva portare al pubblico le statistiche sul sesso, ma i bigotti sono dietro l’angolo, dove ti aspetti di trovarli e dove non penseresti mai, e magari col tempo cambi idea. Per fortuna Kinsey ha smosso un pò le acque, anche se erano gli anni ’50. Invece Larry Flint, anche se era un autentico personaggio da biopic, era il solito smargiasso della pornografia, che solo il comportamento ha etichettato, quindi accusato, e poi imprigionato, con la legge ma anche con i soldi che ha fatto.

Ho sempre avuto modo di pensare che un film possa modificare anche i comportamenti. Questo è ciò che spero, perché anche al cinema si è parlato di omosessualità senza necessariamente portare alla ribalta i gay più vistosi. A Cuba per esempio, con Prima che sia notte, c’è stata una repressione che fa pensare all’ostracismo che c’era in Sudafrica per i neri. Ma anche nel cinema, con Demoni e dei, mi sono accorto che talvolta certe cose era meglio tenersele per sè: puoi essere divertente, ma la malattia può colpire, con poesia tra l’altro, indistintamente, come con gli etero.

2 pensieri su “Riflessioni dovute

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