Uno su dieci (4)

Sono ormai agli ultimi film drammatici, e qui il gioco si fa duro, o credo di esserlo almeno io. In ordine molto sparso:

Il campione: visto solo per capire perché un collega piange nel finale. 5.

L’uomo del banco dei pegni. Come non rimanere impressionati da Rod Steiger e dai flash dei suoi ricordi? 7

The fan – Il mito: 5, perché De Niro poteva rendere meglio il personaggio, ma poi tutto è caduto quando si depila la gamba col coltello. E poi è diretto da Tony Scott: mai sopravvalutare il regista.

Boogie nights- L’altra Hollywood: affresco di un periodo, del porno, con, Mereghetti me l’ha fatto notare, cenni espliciti del miglior Scorsese. Quasi quasi è questo il film da salvare. 7+

Instinct – Istinto primordiale: non rimarrete accecati da Anthony Hopkins, ve lo assicuro. 5

Tolgo il disturbo: Gassman nelle ultime interpretazioni. A suo modo disturbante con gli occhi di adesso. 4

Come Harry divenne un albero: ma cosa stavo guardando? Me lo chiedo ancora. 5

Il prezzo della libertà: un altro affresco dell’America artistica degli anni ’30. A parte i personaggi, troppi, che richiedono un certo background, noterete le ombre nelle somiglianze dell’attore che interpreta Orson Welles. 6+

Volevo solo dormirle addosso: perché non ha avuto troppo coraggio, nella trama e nel personaggio principale. L’unica cosa da salvare è il complimento-tormentone: ti stimo molto. 6

Zorba il greco: caduto nel cinema popolare, come si suol dire. Anche qui mi chiedevo cosa stessi guardando, e quanti spunti forse non verranno sviluppati nel prosieguo, quindi dopo 20 minuti ho rinunciato. Troppo naif, mi sono reso conto di questo. Però la fotografia…5+

Il film da salvare a questo punto: Boogie nights.

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