Per amore…dei soldi

Se sei un attore ad una certa età iniziano a proporti ruoli da papà, quasi sempre debosciato, poi responsabile (magari cambiando registro, col genere drammatico), ancora nonno, ma poi??? De Niro che da di matto è nelle scene cult, ma c’è chi è andato oltre, e si mimetizza nelle conseguenze di un ictus, su sedia a rotelle, in una struttura dedicata. Ma se eri rapinatore, quasi imprendibile, e se avevi voglia di leggere vari libri tra l’altro sull’autoipnosi in carcere, allora il dubbio su come prosegue il film non è poi tanto difficile da risolvere. Poi ci metti Linda Fiorentino ed il gioco è fatto (Dermot Mulroney? Lasciamo perdere, quasi una comparsa), parti con un nuovo progetto per fare il colpo grosso.

Paul Newman era agli ultimi colpi, prima di andarsene ha fatto anche qualcosa di meglio, come Era mio padre (da me incompreso però), ma ritrovarselo con la voce classicissima di Cesare Barbetti, doppiatore tra i più riconoscibili, soprattutto per Robert Redford e Robert Duvall, è stato bello.

Non è un filmone, non penso neanche di rivederlo, ma è stata un’ora e mezzo godibile.

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